09 Apr 2012

Disamina etico_filosofica di Oremus maledictionem

Filed under ars scrivendi

Ho già trattato il tema esperito dal filosofo svedese Gheirtraam Occer riguardante la radice comune della preghiera e della maledizione, la riprendo in questa seconda disamina per conferire maggior compiutezza al concetto ed accentuare questa identità di scaturigine e di diversità di percorso finale.

Sia la preghiera che la maledizione nascono da un profondo scuotimento e una perturbazione dello spirito, entrambe si rivolgono ad una entità superiore chiedendo aiuto e appoggio per la realizzazione di ciò a cui si ambisce per bisogno, per sofferenza, per giustizia.

Infatti l’identità della maledizione non è, all’origine, collocabile in uno status maleficus, tutt’altro, essa nasce proprio dal subire aggressioni ingiuste volte a danneggiare il soggetto. Come tutte le cose nell’arco delle ere, si trasforma e diventa una chiamata demoniaca, un evento malefico, e si contrappone alla preghiera che invece rimane invocazione di un dio risolutore, una richiesta di grazia.

Un elemento ibrido che si colloca a metà tra la maledizione e le preghiere è il Malleus Maleficarum, testo che fu vangelo per il tribunale dell’inquisizione.

In questo testo si danno le istruzioni per il riconoscimento e la distruzione delle streghe, attraverso una serie di riti e conseguenti azioni da intraprendere, azioni, come è risaputo, tra le più crudeli che mente umana abbia partorito. Si arriva così a voler distruggere il male con azioni più malvagie del male stesso.

Questa metodologia si assomma sovrapponendosi fino ad annullare il presunto beneficio della distruzione del male con il produrre il male stesso attraverso l’agito di torture che non si possono descrivere senza rabbrividire. Una tautologia disconosciuta in cui tutto il male viene dal malvagio e giustifica l’artefice.

In questo spaccato di pensiero riporto la Oremus maledictionem contestualizza da Occer come tautologia nell’ambito di un agire malvagio istintivo conseguente ad una coercizione interiore ingovernabile.

La versione in lingua svedese è stata tradotta in latino e da lì, da me tradotta in italiano, dopo aver chiesto conferma dell’esattezza al mio caro amico svedese Enar, che saluto e ringrazio.

Iåt oss be för förbannelsen

Evil tillbaka till dig
exkrement
Och avskum universella
Deformitet av kroppen
Förknippas med missbildningar av anden
Det gör påtagliga ditt onda
Var undergiven makt
Modergudinnan, ljus harmoni och skönhet.
Smula ditt hjärta som en sten söndag
Och ett skikt av brand alla sväljer.
Läpparna är läpparna serrino
Den glömska glömska
Ensamhet i ensamhet
Materialet sönderdelas av kraften
Vatten.
“En man, en människa, och ängeln är en stor skillnad. ”

Malum redit ad te
stercus
Et spumas universalis
Deformitas corporis
Spiritus est cum vitia
Facit tangibile tua malum
Esse subiiciat potestatem
Mater dea, clara concordia et forma.
Fatiscit corde sicut a lapidem dominica
Et iacuit ignis omnes hirundines.
Ore sunt labia serrino
Oblivio oblivione
Solitudinem ad solitudinem
Materia dissolutum per potestatem
Aqua.
“Unus homo et angelus est magna differentia. ”

 

 

Male ritorni a te

Escremento

E feccia universale

La deformità del corpo

Si associa alla deformità dello spirito

E rende tangibile la tua malvagità

Sii sottomesso alla potenza della

Dea madre, luminosa di armonia e bellezza.

Si sgretoli il tuo cuore come pietra domenicale

E una falda di fuoco tutto l’inghiotta.

Le labbra si serrino alle labbra

L’oblio all’oblio

La solitudine alla solitudine

La materia disgregata dalla potenza

Dell’acqua.

“Tra l’uomo, l’essere umano, e l’angelo  c’è una grossa differenza. “

 

Rimane da definire se, eticamente, sia accettabile reagire con un principio chiamiamolo omeopatico,ad una esternazione di cattiveria applicata.

Ovviamente nell’ambito religioso cattolico-cristiano questa omeopatia non solo non ha una giustificazione ma è considerato anche riprovevole e condannabile.

Ma allora il Malleus maleficarum?

Nell’ambito sociale l’azione punitiva viene demandata ad una struttura che esercita ed applica (?) la giustizia, ma spesso per questa giustizia non ci sono le premesse sufficienti a produrre una condanna.

E quindi si può considerare colpa ricorrere ad un’entità superiore per la richiesta di giustizia?

Domande controverse che generano altrettante risposte controverse.

3 commenti

01 Apr 2012

Passante…se non mi trovi

Filed under il viaggio

è perchè sono qui…

www.omniatempushabent.wordpress.com

 

No responses yet

06 Feb 2012

Maldanima

Filed under ars poetica

Respiro e sogno

quasi ogni notte

il corpo si lamenta e cigola

immerso nella brace della pelle.

Vorrei svegliarmi brutta

piuttosto che farmi scandire e declinare

da questo maldanima fedele.

Mi sveglio e sudo

quasi ogni notte

briciole di sudore pallido

sui pori smaniosi

rincruditi

nella fatica del risveglio.

La lingua gonfia di malinconia,

cane riarso a luglio dai calori,

annaspa l’aria e perde il senno.

L’ansia violenta i fasci di fiato

e  preme il petto…

Maldanima annegato

tra il sonno ed il risveglio

4 commenti

27 Dic 2011

No Habit 3

Filed under ars poetica

Nel tempo ho ramificato,

Esposto i perché del mio essere stata

Appesi alle finestre come i teli della pentecoste

Li ho resi sacri ad un occhio sconosciuto.

Ed ora

Flessuoso cogliere maturità di frutti

espira l’as_soluzione.

Remedios Varo

 

12 commenti

11 Dic 2011

filosofando con Occer,il dualismo psichico

Filed under ars scrivendi

Percorrendo i sentieri della immaginazione attiva ho reso possibile lo scontro-incontro con le forze ctonie della mio sé. L’apparente dicotomia non conciliabile in realtà e la perversa attuazione delle avventure vissute dell’Anima e dell’Animus nel corso dell’esistenza, poiché per la nostra mente psichica non sussiste differenza fra realtà e immaginazione e la portata degli effetti può essere la medesima” (Gheirtraam Occer)

Il dubbio che rimane, è se la dicotomia produca un effetto psichico rebound a lunga scadenza,e si innesti in una perversione latente tanto da fruttificare un ibrido pericolosamente instabile che nuoce a sè stesso.

Occer è convinto che uno spirito guerriero possa adempiere ai compiti che la psiche gli impone rimanendo ogni volta illeso, poichè la sua invulnerabilità è data, dalla sostanza intrinseca di cui è composto e dal fine a cui la natura lo ha preposto.  Ma non ha previsto la corruttiblità a cui ogni cosa deve pagare il fio, l’entropica consunzione della polpa che strama il tesuto connettivo del pensiero costruente.

Una soluzione ci sarebbe, per evitare questo punto di debolezza si deve nutrire la polpa in modo tale che riesca a creare nuovo tessuto connettivo anche se mutante, purchè  assimilabile dalla polpa stessa in modo tale che il pensiero possa continuare ad essere strutturato e a fruttificare nella mutazione.

Questo processo di nutrimento ha percorsi svariati e diversificati ma deve essere deposto sempre e comunque dai due elementi  costituenti Animus  e Anima che apportano fondamenti dinamici e prolifici.

 

Si arriva alla conclusione, quindi, che è il dualismo la base psichica dell’individuo e non l’unità, (per fare riferimenti facilmente identificabili è il panta rei di Eraclito e non l’Uno immobile di Parmenide) però è anche vero che il dualismo costruisce un’unità composita e nucleizzata, circoscritta in una stretta che si forma e si fortifica ogni volta che il processo dinamico della trasformazione si mette in atto (il Tao è il simbolo di ciò per antonomasia)

Le opere di Occer sono andate quasi tutte distrutte per suo volere, come ben sanno coloro che si interessano a testi di filosofi non acclarti dal sistema scolastico nazionale, e quindi non sappiamo quale fosse, alla fine, la conclusione della sua disamina sul dualismo psichico apparentemente inconciliabile, però ognuno lo puòp sperimentare quotidianamente su di sè e tirare le conseguenze più favorevoli alla propria economia (nel senso etimologico della parola)

 

24 commenti

17 Nov 2011

Le madri non buttano mai via i biglietti e i disegni dei propri figli

Filed under ars scrivendi

 

Le madri non buttano mai via i biglietti di auguri dei propri figli e neppure i disegni dell’asilo e delle elementari.

Le madri hanno un rifiuto endemico a cestinare questi biglietti ingenui e colorati, quelle delicatezze, quelle frasi, sempre le stesse, ma che ogni volta fanno un effetto micidiale al cuore…

e sfiorano quei biglietti come fossero preziosità uniche e delicate con gesti di tenerezza, con lacrime curiose che fanno capolino all’angolo degli occhi

Le madri, vestite di tutto punto per andare ad una festa, agghindate e magari anche un po’ sexy, cercando un orecchino, spostando un libro, vedono volare a terra uno di quei biglietti e in quel momento il tempo si ferma, restano estatiche, nella loro calza autoreggente nel tacco alto e nel rossetto color fragola carnosa.

In quel momento tornano ad essere solo madri, a navigare nel ricordo del biberon e del ruttino, dell’affamato succhiare del capezzolo dal seno gonfio e dolente pieno di latte odoroso.

 

Accarezzano quel biglietto, quel disegno, quella frase infantile maldestramente scritta, quel:

 

Ti voglio bene mamma  

 

racchiude l’universo. Che importa se il mascara azzurro cola impietoso a disfare il trucco e il naso rumoroso tira memore di altri risucchi, se il riccio così difficilmente sistemato si eletrizza assieme alle emozioni.

Le madri, tutte le madri, hanno una venerazione per quei foglietti colorati, per quelle famiglie sgangherate che abbracciano soli e sovrastano alberi, che si slanciano dal foglio in sorrisi enormi con dita aperte e filiformi.

Conservano gelosamente quei biglietti, quei disegni e quelle frasi in scatole coi fiori oppure dentro ai libri o ancora in una vecchia borsa di chanel che non si butta.

35 commenti

14 Nov 2011

Chi viene, chi va…e NOI?

Filed under ars scrivendi

Raramente scrivo post a carattere politico, la politica è un argomento costantemente trattato in ogni salsa e da ogni categoria di persona, ciò non vuol dire che non me ne interessi o che non abbia pareri ben specifici in merito, solo che lo pongo nel quotidiano svolgersi sociale e io amo parlare di altri voli pindarici più confacenti ai miei gusti ed ai miei ideali.

 

In fondo anche questa volta non scriverò propriamente di politica ma piuttosto di pensiero.

 

La lasciata di Berlusconi, attesa e voluta da molti (me compresa), non può portare ad esultare come se fosse una vittoria.

Sono sempre stata contraria alla sua politica e in più articoli e spazi virtuali e reali l’ho affermato: il suo decadentismo ilare, tipico di un uomo sulla via del tramonto fisico che attua un giovanilismo feroce per non sentirsi mancare il terreno sotto i piedi, è stato di quanto più ridicolo il nostro paese abbia vissuto ed esportato, rafforzando la fama di antica data di una tipologia di italiano latin lover e playboy più per presa di posizione che per reale capacità ed esigenza.

Non penso che ci si debba votare alla castità, alla fedeltà e all’astensionismo compartecipativo sessualmente parlando, se uno ha delle pulsioni non le può annullare ma di certo le può vivere con discrezione e intimità, in specie quando la fama lo porta ad essere sotto la costante luce dei riflettori.

Nel caso di Berlusconi il testosterone è stato davvero galeotto visto che lo ha portato ad eccessi degni di una Roma imperiale, perpetrati attraverso la prostituzione e la corruzione, nonché l’assurda certezza della intoccabilità.

Ma aldilà di questo, per quello che mi riguarda, egli diventa veramente condannabile non quando esprime i suoi bisogni e i suoi apprezzamenti o deprezzamenti pesanti sull’universo femminile,  ma nel momento in cui antepone questi interessi ed altri ben più gravi, ad un minimo di agito che permetta all’Italia di  risollevarsi e camminare ad ogni ceto sociale.

Il suo disinteressamento a che  una sorte infausta (che se delineava con contorni sempre più foschi) fagocitasse l’intera nazione mentre lui gozzoviglia allegramente e si preoccupava unicamente del fatto che non fossero scoperte le sue astuzie sul filo della legalità ( e ne ho vissuta una in prima persona).

Ho ancora in mente e nelle orecchie la chioccia voce di Mariastella Gelmini, che difendeva l’opeato dell’ex premier anche quando era indifendibile, arroccandosi infantilmente su uno schema pedissequo che tutti, in un modo o nell’altro, recitavano a soggetto in ogni trasmissione televisiva.

Mi rimarrà un assillo…se la genuinità di queste difese a spada tratta da parte di tutto l’entourage  ministeriale sia stata reale o no….

Come su tutta le vicende ambiguamente controverse e faziosamente contrastanti… lasciamo ai posteri l’ardua sentenza e alla storia futura il compito di svelare arcani oggi impossibili da svelare.

 

Ciò detto ritengo che gioire  della caduta indecorosa di un nemico per quanto meritevole di caduta,  metta alla stregua del nemico stesso e quindi senza gioire, dico solo che avrebbe potuto uscire di scena quando era ancora all’apice del potere senza navigare quella deriva (umana, troppo umana) di chi non sa rinunciare a “valori” effimeri e mutevoli e ha bisogno di standing ovation continue per garantirsi l’autostima necessaria e la prosopopea di una unicità che non gli appartiene se non per autoincensamento.

Ora tutti inneggiamo a Mario Monti , che è già diventato super Mario…

La nostra nazione ha una strana peculiarità (in verità ne ha parecchi non proprio positive): creare miti e certezze dove non ci sono.

Si giudica un operato prima ancora che venga messo in opera, si creano aspettative inverosimili, muovendosi in una mondo harrypottiano, dove basta una formula magica per trovare soluzioni (è lo stesso errore che si è fatto con Berlusconi)

Di questo homo novus, so quello che ho letto in giro, laureato alla bocconi in economia, insegnante, cariche importanti a livello nazionale ed internazionale, capacità di tenere equilibri fra le parti.

Non esprimo né critiche né disappunto ma neanche esaltazione e sicurezze, aspetto semplicemente che si muova, che agisca, che faccia, che proceda, che s’industri, che si adoperi, che si ingegni, e, soprattutto, che lavori,

Che lavori non per aumentare il suo prestigio, il suo potere ma per fare stare bene una nazione in sofferenza, sempre più sconfortata dagli eventi,

che prenda dove c’è da prendere e non coi soliti sistemi che pure il più analfabeta dei contadini dell’entroterra appenninico metterebbe in atto, tanto sono di facile arrivo per racimolare soldi presto e subito.

 

Ma di cosa parla Monti? L’Italia è in difficoltà (gli italiani noooo?)  Si devono fare sacrifici, ci vuole uno sforzo comune, verrà ripristinata l’ici con l’aggiuntino degli incrementi dei valori catastatali (altra iniquità verso chi ha comprato e pagato con mutui capestro una casa per viverci e non per villeggiare) andare in pensione sempre più vecchi (questa tra tutte è l’aberrazione più disumana che abbia partorito la contemporaneità, come se il senso della nostra vita potesse condensarsi tutto in otto,dieci ore di un lavoro alienante ) riaumento dell’iva…riaumento dell’irpef… patrimoniale e qui si potrebbe anche dire era ora…ma quali saranno i patrimoni da tassare? (siamo proprio sicuri che si tasseranno i patrimoni dei detentori di ricchezza e potere, senza trovare un nuovo escamotage per il quale ciò che esce dalla porta rientra dalla finestra?)

Insomma nulla di nuovo sotto questo sole malato… crederò in qualcuno solo quando toglierà i privilegi a chi li detiene da sempre, nella fattispecie i politici (vergogna!!), sappiamo tutti cosa gira in rete nella informazione libera dai filtri mediatici, agevolazioni, diarie, vantaggi, favori verso personaggi che non solo non fanno un emerito cazzo ma spesso e volentieri non  sanno neanche di che si sta parlando e giacciono in nebbie cerebrali e culturali che una televisione di servizio scoperchia e manda in pasto all’opinione pubblica sempre più sconcertata.

 

Mi auguro, ogni volta, di essere smentita, quando faccio queste elucubrazioni catastrofiche, me lo auguro anche questa volta, più che mai.


                                    ——–Veritas filia temporis——-

16 commenti

16 Ott 2011

Haruki Murakami

Filed under ars scrivendi

Da Dance, dance, dance

di Haruki Murakami

“E’ strano ma ognuno di noi nella vita tocca un apice. Una volta raggiunto non può che scendere. E’ inevitabile. Nessuno sa però dove sia il proprio apice. La linea di confine può presentarsi all’improvviso, quando si crede di essere ancora al sicuro. Nessuno lo sa. Alcuni possono raggiungere quel culmine a dodici anni. Da quel momento in poi la loro vita scorrerà nel più monotono tran tran.
Alcuni continuano a salire fino alla morte.
C’è chi muore nel suo massimo splendore.
E’ impossibile conoscere il proprio destino
senza averlo percorso fino in fondo.”

22 commenti

19 Set 2011

Le risorse interiori_enteromachia

Filed under ars scrivendi

mark-ryden_sophia

Talvolta la vita ci conduce in “situazioni” nelle quali ci si ritrova totalmente immersi in noi stessi e con la sola possibilità di attingere alle nostre risorse interiori per non essere sopraffatti; forze ctonie e sotterranee di cui spesso ci sfugge la reale portata e finanche la loro stessa esistenza. Risorse inesauribili se ci si rende conto di che tesoro prezioso esse siano e di quanto – tanto – siano determinanti per tutto l’andamento della nostra vita.

Ci si trova a scendere scalini per inoltrarsi in un buio sempre più profondo e sempre più illuminante dove brilla, per dirla alla Bousquet, un sole nero e il silenzio ci parla, sta a noi attivare la capacità di “tradurre dal silenzio” e rendere benefici quei raggi scuri che sono il nostro unico appiglio.

Un tesoro inesauribile si distende allo sguardo, un baule che trabocca di cose impensate, di esperienze vissute, di ricordi archiviati, le viscere della nostra anima, le interiora della nostra psiche.

In questo paesaggio consciamente sconosciuto prendiamo parte di noi stessi con stupore, meravigliandoci di quanta resistenza e quanta forza scaturisca da questo luogo prodigioso.

Certo bisogna avere il coraggio necessario al viaggio, una metaforica discesa infernale dove non c’è uno psicopompo a guidarci ma solo il nostro istinto e la nostra volontà di potenza.

Ognuno di noi dovrebbe cercare di salvaguardare queste risorse perché nei momenti di trasformazione (non necessariamente passanti attraverso situazioni drammatiche ma viepiù se si palesano questi momenti) calarsi nel proprio sottosuolo, addentrarsi in un underground che può sembra ostile e sconosciuto, sia un arricchimento ed un acquisimento di forza ed energia, in grado di spostare l’asse ;) della nostra visione della vita e di noi stessi nonchè delle nostre priorità.

In un epoca, come quella contemporanea, ci si prodiga ad agire unicamente per agire, sotto la spinta incondizionata di farlo, in totale inconsapevolezza, come se fosse un credo depositato a cui ci si debba adeguare, illudendosi che, questo agito coatto, ci faccia giungere a mete e traguardi desiderati, mentre, invece, si rimane quasi sempre con un’amarezza intrinseca, contornata da insoddisfazione e disagio, e, nonostante la frenesia del fare, il benessere agognato non si conquista.

Non mi si fraintenda, non voglio professare l’immobilismo e l’attesa dell’evento all’interno di una bolla stagna, tutt’altro, il dinamismo intimo è fondamentale e necessario per accedere a queste possedimenti sconosciuti, un atout decisivo per il raggiungimento del nostro personale Graal. A questo dinamismo si giunge attraverso la meditazione e la riflessione, attività che il ritmo accelerato e frenetico della nostra epoca e del nostro quotidiano scandito dal lavoro, dagli impegni, dalle necessità materiali di sopravvivenza e dal tanto superfluo che abbiamo consolidato come bisogno, non permette di attuare con la costanza necessaria ad apportare benefici sostanziali e duraturi per la nostra psiche, continuamente tesa a realizzarsi su sovrastrutture imposte  che, una volta assimilate e metabolizzate, sembrano provenire da noi stessi mentre in realtà possono  ricondursi a bombardamenti esterni interiorizzati in uno spazio falsamente vero.

Recede in te ipsum

Attraverso solitudini

e mi pongo al cospetto degli abissi,
l’oscurità che governa il mio nodo psichico
mi logora l’anima.
II tempo dell’attesa si dilata
oltre i confini del sensibile,
agita e contorce i grovigli  del mio essere.
Cammino verso metamorfosi,
sfiorando  presupposti
che alimentano terreni d’impossibile.
Marasma affettivo
intrappolato nella rete
di uno scomposto mosaico emozionale.
Argino passioni.
Muto sembianze.
Sostengo delicati equilibri
tra ebbrezza dell’istinto.
e acedia cordis.
Infinità dell’essere
che scaturisce dalla tenebra interiore.

65 commenti

05 Lug 2011

cHIUsO peR fErIE…e NoNsolO ;)

Filed under ars scrivendi

šťastné Vianoce JOYEUSES FÊTES♥

♥                                     

С праздником       ♥

节日快乐

ΚΑΛΕΣ ΔΙΑΚΟΠΕΣ   ♥

HAPPY HOLIDAYS         ♥

♥         FERIAE SECUNDUS

BUONE VACANZE                 ♥                Häid pühi

Весели празници♥♥                                                                            ♥

pin_up_summer-6598169

HAPPY JAI GUNAK খুশি ছুটি

Boldog ünnepeket♥♥                                            

FELICES FIESTAS♥♥

HAPPY likizo                        ♥

Sarbatori Fericite   ♥ สวัสดี ♥

Gëzuar festat         ♥

                   ♥                    MUTLU TATİL ♥

12 commenti

Articoli precedenti »