27 Dic 2011

No Habit 3

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Nel tempo ho ramificato,

Esposto i perché del mio essere stata

Appesi alle finestre come i teli della pentecoste

Li ho resi sacri ad un occhio sconosciuto.

Ed ora

Flessuoso cogliere maturità di frutti

espira l’as_soluzione.

Remedios Varo

 

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11 Dic 2011

filosofando con Occer,il dualismo psichico

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Percorrendo i sentieri della immaginazione attiva ho reso possibile lo scontro-incontro con le forze ctonie della mio sé. L’apparente dicotomia non conciliabile in realtà e la perversa attuazione delle avventure vissute dell’Anima e dell’Animus nel corso dell’esistenza, poiché per la nostra mente psichica non sussiste differenza fra realtà e immaginazione e la portata degli effetti può essere la medesima” (Gheirtraam Occer)

Il dubbio che rimane, è se la dicotomia produca un effetto psichico rebound a lunga scadenza,e si innesti in una perversione latente tanto da fruttificare un ibrido pericolosamente instabile che nuoce a sè stesso.

Occer è convinto che uno spirito guerriero possa adempiere ai compiti che la psiche gli impone rimanendo ogni volta illeso, poichè la sua invulnerabilità è data, dalla sostanza intrinseca di cui è composto e dal fine a cui la natura lo ha preposto.  Ma non ha previsto la corruttiblità a cui ogni cosa deve pagare il fio, l’entropica consunzione della polpa che strama il tesuto connettivo del pensiero costruente.

Una soluzione ci sarebbe, per evitare questo punto di debolezza si deve nutrire la polpa in modo tale che riesca a creare nuovo tessuto connettivo anche se mutante, purchè  assimilabile dalla polpa stessa in modo tale che il pensiero possa continuare ad essere strutturato e a fruttificare nella mutazione.

Questo processo di nutrimento ha percorsi svariati e diversificati ma deve essere deposto sempre e comunque dai due elementi  costituenti Animus  e Anima che apportano fondamenti dinamici e prolifici.

 

Si arriva alla conclusione, quindi, che è il dualismo la base psichica dell’individuo e non l’unità, (per fare riferimenti facilmente identificabili è il panta rei di Eraclito e non l’Uno immobile di Parmenide) però è anche vero che il dualismo costruisce un’unità composita e nucleizzata, circoscritta in una stretta che si forma e si fortifica ogni volta che il processo dinamico della trasformazione si mette in atto (il Tao è il simbolo di ciò per antonomasia)

Le opere di Occer sono andate quasi tutte distrutte per suo volere, come ben sanno coloro che si interessano a testi di filosofi non acclarti dal sistema scolastico nazionale, e quindi non sappiamo quale fosse, alla fine, la conclusione della sua disamina sul dualismo psichico apparentemente inconciliabile, però ognuno lo puòp sperimentare quotidianamente su di sè e tirare le conseguenze più favorevoli alla propria economia (nel senso etimologico della parola)

 

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17 Nov 2011

Le madri non buttano mai via i biglietti e i disegni dei propri figli

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Le madri non buttano mai via i biglietti di auguri dei propri figli e neppure i disegni dell’asilo e delle elementari.

Le madri hanno un rifiuto endemico a cestinare questi biglietti ingenui e colorati, quelle delicatezze, quelle frasi, sempre le stesse, ma che ogni volta fanno un effetto micidiale al cuore…

e sfiorano quei biglietti come fossero preziosità uniche e delicate con gesti di tenerezza, con lacrime curiose che fanno capolino all’angolo degli occhi

Le madri, vestite di tutto punto per andare ad una festa, agghindate e magari anche un po’ sexy, cercando un orecchino, spostando un libro, vedono volare a terra uno di quei biglietti e in quel momento il tempo si ferma, restano estatiche, nella loro calza autoreggente nel tacco alto e nel rossetto color fragola carnosa.

In quel momento tornano ad essere solo madri, a navigare nel ricordo del biberon e del ruttino, dell’affamato succhiare del capezzolo dal seno gonfio e dolente pieno di latte odoroso.

 

Accarezzano quel biglietto, quel disegno, quella frase infantile maldestramente scritta, quel:

 

Ti voglio bene mamma  

 

racchiude l’universo. Che importa se il mascara azzurro cola impietoso a disfare il trucco e il naso rumoroso tira memore di altri risucchi, se il riccio così difficilmente sistemato si eletrizza assieme alle emozioni.

Le madri, tutte le madri, hanno una venerazione per quei foglietti colorati, per quelle famiglie sgangherate che abbracciano soli e sovrastano alberi, che si slanciano dal foglio in sorrisi enormi con dita aperte e filiformi.

Conservano gelosamente quei biglietti, quei disegni e quelle frasi in scatole coi fiori oppure dentro ai libri o ancora in una vecchia borsa di chanel che non si butta.

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14 Nov 2011

Chi viene, chi va…e NOI?

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Raramente scrivo post a carattere politico, la politica è un argomento costantemente trattato in ogni salsa e da ogni categoria di persona, ciò non vuol dire che non me ne interessi o che non abbia pareri ben specifici in merito, solo che lo pongo nel quotidiano svolgersi sociale e io amo parlare di altri voli pindarici più confacenti ai miei gusti ed ai miei ideali.

 

In fondo anche questa volta non scriverò propriamente di politica ma piuttosto di pensiero.

 

La lasciata di Berlusconi, attesa e voluta da molti (me compresa), non può portare ad esultare come se fosse una vittoria.

Sono sempre stata contraria alla sua politica e in più articoli e spazi virtuali e reali l’ho affermato: il suo decadentismo ilare, tipico di un uomo sulla via del tramonto fisico che attua un giovanilismo feroce per non sentirsi mancare il terreno sotto i piedi, è stato di quanto più ridicolo il nostro paese abbia vissuto ed esportato, rafforzando la fama di antica data di una tipologia di italiano latin lover e playboy più per presa di posizione che per reale capacità ed esigenza.

Non penso che ci si debba votare alla castità, alla fedeltà e all’astensionismo compartecipativo sessualmente parlando, se uno ha delle pulsioni non le può annullare ma di certo le può vivere con discrezione e intimità, in specie quando la fama lo porta ad essere sotto la costante luce dei riflettori.

Nel caso di Berlusconi il testosterone è stato davvero galeotto visto che lo ha portato ad eccessi degni di una Roma imperiale, perpetrati attraverso la prostituzione e la corruzione, nonché l’assurda certezza della intoccabilità.

Ma aldilà di questo, per quello che mi riguarda, egli diventa veramente condannabile non quando esprime i suoi bisogni e i suoi apprezzamenti o deprezzamenti pesanti sull’universo femminile,  ma nel momento in cui antepone questi interessi ed altri ben più gravi, ad un minimo di agito che permetta all’Italia di  risollevarsi e camminare ad ogni ceto sociale.

Il suo disinteressamento a che  una sorte infausta (che se delineava con contorni sempre più foschi) fagocitasse l’intera nazione mentre lui gozzoviglia allegramente e si preoccupava unicamente del fatto che non fossero scoperte le sue astuzie sul filo della legalità ( e ne ho vissuta una in prima persona).

Ho ancora in mente e nelle orecchie la chioccia voce di Mariastella Gelmini, che difendeva l’opeato dell’ex premier anche quando era indifendibile, arroccandosi infantilmente su uno schema pedissequo che tutti, in un modo o nell’altro, recitavano a soggetto in ogni trasmissione televisiva.

Mi rimarrà un assillo…se la genuinità di queste difese a spada tratta da parte di tutto l’entourage  ministeriale sia stata reale o no….

Come su tutta le vicende ambiguamente controverse e faziosamente contrastanti… lasciamo ai posteri l’ardua sentenza e alla storia futura il compito di svelare arcani oggi impossibili da svelare.

 

Ciò detto ritengo che gioire  della caduta indecorosa di un nemico per quanto meritevole di caduta,  metta alla stregua del nemico stesso e quindi senza gioire, dico solo che avrebbe potuto uscire di scena quando era ancora all’apice del potere senza navigare quella deriva (umana, troppo umana) di chi non sa rinunciare a “valori” effimeri e mutevoli e ha bisogno di standing ovation continue per garantirsi l’autostima necessaria e la prosopopea di una unicità che non gli appartiene se non per autoincensamento.

Ora tutti inneggiamo a Mario Monti , che è già diventato super Mario…

La nostra nazione ha una strana peculiarità (in verità ne ha parecchi non proprio positive): creare miti e certezze dove non ci sono.

Si giudica un operato prima ancora che venga messo in opera, si creano aspettative inverosimili, muovendosi in una mondo harrypottiano, dove basta una formula magica per trovare soluzioni (è lo stesso errore che si è fatto con Berlusconi)

Di questo homo novus, so quello che ho letto in giro, laureato alla bocconi in economia, insegnante, cariche importanti a livello nazionale ed internazionale, capacità di tenere equilibri fra le parti.

Non esprimo né critiche né disappunto ma neanche esaltazione e sicurezze, aspetto semplicemente che si muova, che agisca, che faccia, che proceda, che s’industri, che si adoperi, che si ingegni, e, soprattutto, che lavori,

Che lavori non per aumentare il suo prestigio, il suo potere ma per fare stare bene una nazione in sofferenza, sempre più sconfortata dagli eventi,

che prenda dove c’è da prendere e non coi soliti sistemi che pure il più analfabeta dei contadini dell’entroterra appenninico metterebbe in atto, tanto sono di facile arrivo per racimolare soldi presto e subito.

 

Ma di cosa parla Monti? L’Italia è in difficoltà (gli italiani noooo?)  Si devono fare sacrifici, ci vuole uno sforzo comune, verrà ripristinata l’ici con l’aggiuntino degli incrementi dei valori catastatali (altra iniquità verso chi ha comprato e pagato con mutui capestro una casa per viverci e non per villeggiare) andare in pensione sempre più vecchi (questa tra tutte è l’aberrazione più disumana che abbia partorito la contemporaneità, come se il senso della nostra vita potesse condensarsi tutto in otto,dieci ore di un lavoro alienante ) riaumento dell’iva…riaumento dell’irpef… patrimoniale e qui si potrebbe anche dire era ora…ma quali saranno i patrimoni da tassare? (siamo proprio sicuri che si tasseranno i patrimoni dei detentori di ricchezza e potere, senza trovare un nuovo escamotage per il quale ciò che esce dalla porta rientra dalla finestra?)

Insomma nulla di nuovo sotto questo sole malato… crederò in qualcuno solo quando toglierà i privilegi a chi li detiene da sempre, nella fattispecie i politici (vergogna!!), sappiamo tutti cosa gira in rete nella informazione libera dai filtri mediatici, agevolazioni, diarie, vantaggi, favori verso personaggi che non solo non fanno un emerito cazzo ma spesso e volentieri non  sanno neanche di che si sta parlando e giacciono in nebbie cerebrali e culturali che una televisione di servizio scoperchia e manda in pasto all’opinione pubblica sempre più sconcertata.

 

Mi auguro, ogni volta, di essere smentita, quando faccio queste elucubrazioni catastrofiche, me lo auguro anche questa volta, più che mai.


                                    ——–Veritas filia temporis——-

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16 Ott 2011

Haruki Murakami

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Da Dance, dance, dance

di Haruki Murakami

“E’ strano ma ognuno di noi nella vita tocca un apice. Una volta raggiunto non può che scendere. E’ inevitabile. Nessuno sa però dove sia il proprio apice. La linea di confine può presentarsi all’improvviso, quando si crede di essere ancora al sicuro. Nessuno lo sa. Alcuni possono raggiungere quel culmine a dodici anni. Da quel momento in poi la loro vita scorrerà nel più monotono tran tran.
Alcuni continuano a salire fino alla morte.
C’è chi muore nel suo massimo splendore.
E’ impossibile conoscere il proprio destino
senza averlo percorso fino in fondo.”

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19 Set 2011

Le risorse interiori_enteromachia

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mark-ryden_sophia

Talvolta la vita ci conduce in “situazioni” nelle quali ci si ritrova totalmente immersi in noi stessi e con la sola possibilità di attingere alle nostre risorse interiori per non essere sopraffatti; forze ctonie e sotterranee di cui spesso ci sfugge la reale portata e finanche la loro stessa esistenza. Risorse inesauribili se ci si rende conto di che tesoro prezioso esse siano e di quanto – tanto – siano determinanti per tutto l’andamento della nostra vita.

Ci si trova a scendere scalini per inoltrarsi in un buio sempre più profondo e sempre più illuminante dove brilla, per dirla alla Bousquet, un sole nero e il silenzio ci parla, sta a noi attivare la capacità di “tradurre dal silenzio” e rendere benefici quei raggi scuri che sono il nostro unico appiglio.

Un tesoro inesauribile si distende allo sguardo, un baule che trabocca di cose impensate, di esperienze vissute, di ricordi archiviati, le viscere della nostra anima, le interiora della nostra psiche.

In questo paesaggio consciamente sconosciuto prendiamo parte di noi stessi con stupore, meravigliandoci di quanta resistenza e quanta forza scaturisca da questo luogo prodigioso.

Certo bisogna avere il coraggio necessario al viaggio, una metaforica discesa infernale dove non c’è uno psicopompo a guidarci ma solo il nostro istinto e la nostra volontà di potenza.

Ognuno di noi dovrebbe cercare di salvaguardare queste risorse perché nei momenti di trasformazione (non necessariamente passanti attraverso situazioni drammatiche ma viepiù se si palesano questi momenti) calarsi nel proprio sottosuolo, addentrarsi in un underground che può sembra ostile e sconosciuto, sia un arricchimento ed un acquisimento di forza ed energia, in grado di spostare l’asse ;) della nostra visione della vita e di noi stessi nonchè delle nostre priorità.

In un epoca, come quella contemporanea, ci si prodiga ad agire unicamente per agire, sotto la spinta incondizionata di farlo, in totale inconsapevolezza, come se fosse un credo depositato a cui ci si debba adeguare, illudendosi che, questo agito coatto, ci faccia giungere a mete e traguardi desiderati, mentre, invece, si rimane quasi sempre con un’amarezza intrinseca, contornata da insoddisfazione e disagio, e, nonostante la frenesia del fare, il benessere agognato non si conquista.

Non mi si fraintenda, non voglio professare l’immobilismo e l’attesa dell’evento all’interno di una bolla stagna, tutt’altro, il dinamismo intimo è fondamentale e necessario per accedere a queste possedimenti sconosciuti, un atout decisivo per il raggiungimento del nostro personale Graal. A questo dinamismo si giunge attraverso la meditazione e la riflessione, attività che il ritmo accelerato e frenetico della nostra epoca e del nostro quotidiano scandito dal lavoro, dagli impegni, dalle necessità materiali di sopravvivenza e dal tanto superfluo che abbiamo consolidato come bisogno, non permette di attuare con la costanza necessaria ad apportare benefici sostanziali e duraturi per la nostra psiche, continuamente tesa a realizzarsi su sovrastrutture imposte  che, una volta assimilate e metabolizzate, sembrano provenire da noi stessi mentre in realtà possono  ricondursi a bombardamenti esterni interiorizzati in uno spazio falsamente vero.

Recede in te ipsum

Attraverso solitudini

e mi pongo al cospetto degli abissi,
l’oscurità che governa il mio nodo psichico
mi logora l’anima.
II tempo dell’attesa si dilata
oltre i confini del sensibile,
agita e contorce i grovigli  del mio essere.
Cammino verso metamorfosi,
sfiorando  presupposti
che alimentano terreni d’impossibile.
Marasma affettivo
intrappolato nella rete
di uno scomposto mosaico emozionale.
Argino passioni.
Muto sembianze.
Sostengo delicati equilibri
tra ebbrezza dell’istinto.
e acedia cordis.
Infinità dell’essere
che scaturisce dalla tenebra interiore.

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05 Lug 2011

cHIUsO peR fErIE…e NoNsolO ;)

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šťastné Vianoce JOYEUSES FÊTES♥

♥                                     

С праздником       ♥

节日快乐

ΚΑΛΕΣ ΔΙΑΚΟΠΕΣ   ♥

HAPPY HOLIDAYS         ♥

♥         FERIAE SECUNDUS

BUONE VACANZE                 ♥                Häid pühi

Весели празници♥♥                                                                            ♥

pin_up_summer-6598169

HAPPY JAI GUNAK খুশি ছুটি

Boldog ünnepeket♥♥                                            

FELICES FIESTAS♥♥

HAPPY likizo                        ♥

Sarbatori Fericite   ♥ สวัสดี ♥

Gëzuar festat         ♥

                   ♥                    MUTLU TATİL ♥

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02 Lug 2011

Pinup e Burlesque_ La filosofia della carne:le donne si riappropriano delle forme e della succosità

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rosa

Il burlesque è un genere di spettacolo che si coniuga attraverso due imperativi costanti e necessari, ironia e sensualità, ai quali si aggiunge un raffinato e ricercato scenario fatto da costumi ed accessori di grande eleganza ed effetto.

È uno spettacolo di seduzione per riappropriarsi della propria femminilità e per misurare, in apparente pudicizia e ritrosia, il “potere” che questa seduzione ha sul maschio ormai bombardato da immagini femminili aggressive e virili.

A chi si vuole cimentare in questo genere non viene richiesta perfezione e magrezza, ma piuttosto armonia nei gesti e nei movimenti, sapiente ammiccamento, sconcia lentezza e una buona dose di esibizionismo.

Il brand delle femmine burlesque è il prosperoso e gioioso contorno delle forme muliebri tornite e svettanti portate con orgoglio ed esibite come valore aggiunto e non vissute come mortificazione.

Le pinup anni 50 sono la tipolgia femminile che meglio rappresenta la donna del burlesque.

Reputo che la riscoperta e la riaffermazione di questa figura vada aldilà del trand modaiolo di breve durato ma sia un percorso a ritroso per reincontrare la naturalezza fisiologica che assurde leggi del fashion system e della deviazione creativa di molti stilisti hanno imposto.

La magrezza oltre ogni limite e la camminata rigida e militaresca delle modelle che sfilano evocano più una disciplina forzata che un piacere dell’abito e del mostrarsi.

Si torna indietro ma con consapevolezza. Ogni donna del XXI secolo non vuole più essere posta come oggetto ma neanche vuole costringersi a rinnegare la propria natura per avere credibilità nei vari settori del sociale.

Qualche settimana fa ho partecipato all’inaugurazione dello showroom di Simona Sessa ad Ancona, giornalista e animatrice instancabile di manifestazioni attinenti al tema.

Inutile sottolineare che è stata una serata piacevolissima, Simona oltre ad essere esuberante e trascinante, è una donna bella ed affascinante.sessa

La serata si è conclusa con l’esibizione di una delle pinup del 2000, la scuola da lei gestita, Vanille BonBon, occhi azzurri di ghiaccio e movenze da gatta.

A loro, che vivono in prima persona quest’avventura del corpo e dello spirito,  ho voluto fare una breve intervista, che rendesse evidenti alcuni aspetti preponderanti.

Simona e Margot

Quando è nato il tuo amore per il mondo pinup?

E’ nato 5-6 anni fa quando per caso ho fatto un tatuaggio con una splendida donna in tacchi a spillo e frustino. Ho scoperto solo dopo che si trattava di Bettie Page. Mi sono documentata e ho amato subito quella donna così forte, determinata e sensuale. Poi ho conosciuto la storia delle Pin Up.

E come è diventato un progetto di vita?

Ho notato che amare le Pin Up mi ha spinto ad amare il loro corpo formoso, sinuoso e molto in carne. Così facendo ho superato la fase critica della mia bulimia che ho vissuto per venti anni. Stavo molto meglio e finalmente iniziavo a capire la vera bellezza di una donna. Da lì ho aperto un blog per raccontare la mia esperienza che è diventato il crocevia di 30 mila visitatori, donne con le curve e malate di anoressia e bulimia guarita grazie al blog.

Il blog è poi diventato la partenza del mio progetto culturale e sociale e dell’associazione Pin Up del 2000 che aiuta le donne con le curve ad accettarsi e ad amarsi.

Hai avuto un figlio da poco, è cambiato qualcosa nel tuo porti al mondo come donna sensuale?

Assolutamente no. Sto smaltendo in fretta i chili in più per tornare bella e sexy come prima. L’essere femminili è importanti sia quando si è donne e quando si è mamme. Dobbiamo prima amarci noi per farci amare dagli altri.

La tua filosofia della carne pensi che abbia un riscontro positivo nel genere maschile?

Assolutamente. Ho conosciuto tantissimi uomini che adorano le donne in carne. Le curve da secoli sono un richiamo sessuale molto forte. E quindi anche se ci fanno il lavaggio del cervello sulla donna magra ai veri maschi piacciono e piaceranno sempre le donne formose.

associazionepinup

Tuo marito l’ho visto coinvolto in questa tua attività ma il motore trainante mi pare sia la tua esuberanza e determinazione, come vive lui questa cosa?

Io ho creato il progetto, l’associazione, la mia attività commerciale e tutto il resto. E’ una cosa solo mia. Lui mi dà una mano a fare le foto e mi appoggia in tutto. Mi basta questo. Lui mette la sua calma, io la mia esuberanza.

l burlesque deve seguire regole precise o si lascia all’interpretazione estemporanea di chi si esibisce?

Nessuna regola, tutto deve essere attagliato alla donna che lo fa. Chi insegna a tutte le donne le stesse cose come passetti simili o come una forma di danza non ha bel compreso che il Burlesque esprime la sensualità di ogni donna. Che è diversa da ogni altra..Esisono dei passi base ma l’interpretazione deve essere personale.

Illustraci sinteticamente le attività che proponi nella tua nuova scuola e quale preziosità si possono trovare nel tuo showroom

E’ la 1° scuola di Pin Up d’Italia. Il primo e rivoluzionario Show Room polifunzionale d’Italia per le donne che desiderano ritrovare la loro femminilità.
Ideato e realizzato da me. Il regno della femminilità e della seduzione con:
Show Room anni ’40-’50, Scuola di Pin Up (Seduzione & Burlesque), Sala fotografica Vintage, Agenzia di Pin Up e Burlesquer, Trucco e Parrucco Retrò, Salotto culturale, Open Space.

E’ un progetto unico in Italia. Come al solito sono sempre la prima. Ora possono pure copiarmi…

showroomss

Ecco i siti dove potete seguire tutte le attività di Simona


Vanille e Margot

Com’è nata la tua passione per il burlesque? E in che epoca?

Fin da piccola ho amato gli anni 50, dai vestiti, ai film, alle canzoni e all’essere donna con stile e charme, e poi impazzisco per le piume e le paillettes.
Amo il moulin rouge, il lido de paris e il folies bergere, adoro vedere le donne che sfilano con eleganza i quanti e l’ espressioni del loro volto …non esiste un momento ben preciso di quando è nato tutto questo perché è nato con me.

I costumi sono costosi?

Costosissimi!!!! Penso che comincerò a crearli …  e poi immagina la soddisfazione per un’artista: creare il numero nella sua completezza.

Ti ho visto all’opera e oltre alla tua bravura ho notato la naturalezza con la quale ti sei spogliata in un posto pubblico, è venuta col tempo questa naturalezza  o l’hai sempre avuta?
vanille

Per me il burlesque è un arte non è spogliarsi…quindi in quel momento mostro  non il mio corpo, ma l’eleganza dei movimenti che rappresentano il movimento storico … forse è per quello che sono naturale.

Quando ti esibisci sei estemporanea o ti prepari prima i passi e le movenze?

Rigorosamente studiate, esistono movenze e passi ben precisi come nella danza …l’improvvisazione viene in aiuto qualora ci fossero degli intoppi… io studio e provo tutte le sere circa 2/ 3 ore … guardo e studio i video delle performer più famose sia degli anni 50 che quelle moderne, e leggo tutto quello che è relativo al burlesque

Domanda di rito: poiché la sensualità è determinante in questo spettacolo, ci sono fraintendimenti e proposte di dubbio gusto?

Se le persone fossero più preparate non ci sarebbero fraintendimenti, ad oggi non ho mai ricevuto proposte di dubbio gusto, ma ho solo incontrato persone ignoranti in materia che non sanno la differenza tra il burlesque ed uno semplice striptease.

Cosa di positivo ti ha portato  nel tuo quotidiano vivere femminile?

Essere me stessa: un po’ vintage e bon bon

Lo consiglieresti alle altre donne?
Assolutamente SI, anche solo per loro stesse per trovare la femminilità che è in loro.

Ed ecco il sito di Vanille, dove potrete anche ammirare i video della sua esibizione alla festa di inaugurazione.

vanille2

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25 Giu 2011

Spleen e risveglio (dal vangelo secondo Baudelaire dal punto di vista di Proserpina)

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Il momento più terribile è sempre il  risveglio.  Quell’attimo  fatale in cui apri gli occhi e ritorni al mondo .

E’ determinante che quell’attimo segua la giusta direzione, altrimenti la muta di cani tenebrosi si riscuote e comincia a mordere, morsi feroci, profondi, brandelli di carne e di cuore, frammenti di anima e di spirito.

Ogni cosa viene ferita e devastata. La mente si carica di angoscia e i il pianto sgorga impetuoso come da una fonte sotterranea che arriva alla luce con violenza.

Quando lentamente gli occhi si aprono al mondo la pietas del sonno svanisce,  i pezzi di vetro si animano dentro e cominciano a danzare con odio, calpestando ogni cellula con i loro puntali impazziti e senti solo una sofferenza tremenda, una sofferenza non fisica e per questo ancora più insopportabile.

Il cervello che dovrebbe domare il dolore è totalmente saccheggiato delle sue risorse.  Lame appuntite si ficcano dentro ogni neurone e patisci ondate di piaghe doloranti.

Ogni male passato e presente si allea, il tempo si scompone in una nebulosa notturna , lo spazio si restringe intorno al povero IO sconquassato, bombardato, messo a ferro e fuoco da un’emozione ferina, indomabile, incomprensibile.

Come fanno le cose a mutare i contorni? Come fa un ambiente famigliare a diventare ostile e sconosciuto? Come fa la tenebra a procedere in processione con i suoi alleati più crudeli dentro il corpo e ad impossessarsi di esso come fosse un territorio nemico?

Lo spazio si dilata e si restringe continuamente, sembra un grande polmone che respira mefitici miasmi che  uccidono ad ogni respiro.

Vorresti urlare ma non ci riesci, il suono gorgoglia lugubre nella gola e si spegne.  Non riconosci i tuoi occhi, vitrei e fissi occhi di bambola ti osservano dallo specchio.

Il respiro sembra un mantice che infuoca.  Un calore insopportabile invade il sangue, erutta sulla pelle come un vulcano, arde e brucia come un rogo, poi improvviso un gelo antico e recondito, i guizzi di fiamma lasciano il posto a tremiti ghiacciati, brividi tombali.

Un’oscurità cavernosa appanna lo sguardo. Vorresti scuoterti, oppure morire, ma sei lì, immobile, paralizzata e imprigionata nel tuo stesso corpo, estranea, straniera, ignota.

C’è solo una voce che potrebbe scuoterti, ma rimane muta, inaccessibile, scissa, aliena, incomprensibile.

Così ti acquieti nella tua tela di ragno, legata, imprigionata, annodata, rapita, sedotta .

Ade non permette la fuga.  Proserpina resta vincolata al suo giuramento.

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22 Giu 2011

A 14 smetto, Livia Pomodoro, si può essere giuristi e praticare la giustizia

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A quattordici smetto… smetto cosa? E’ la prima domanda che

viene in mente quando si prende in mano il libro così intitolato

di Livia Pomodoro, attuale presidente del tribunale dei minori di Milano.

Prima ancora di leggere il libro mi sono data una personale risposta:

a 14 anni smetto di essere “piccolo “ e divento adulto e in fondo forse

è proprio questo il senso, poiché  il titolo prende il nome, come spiegato dalla viva voce dell’autrice, che ho avuto il piacere di conoscere in una conferenza di presentazione un pò di tempo fa, da una frase detta da uno dei protagonisti dei racconti che compongono il libro,(racconti di vita vissuta di ragazzi immigrati di varie nazionalità )

Così conosciamo Dorin, ragazzo rumeno che abbandonata la sua convivenza coi topi a Bucarest arriva come clandestino in Italia e inizia il suo lavoro di prostituzione, lavoro che è determinato a svolgere fino a quattordici anni,  proiettandosi da ed attraverso quella devastazione in un futuro da costruire, dandosi il limite dei 14 anni perché consapevole che fino a quel limite di età non corre rischi legali….per questo a 14 smetto

Dell’autrice mi colpì a suo tempo,  uno sguardo sereno e determinato, uno sguardo carico di memorie che è riuscito a conservare la leggerezza della vita. Con la sua voce pacata e la sua lettura emozionata, la Dr.ssa Pomodoro fece emerge una umanità sommersa, “la vita delle ombre invisibili”, come lei stessa definisce questi ragazzi, umanità vissuta con il dramma e la speranza di chi reclama il diritto di crescere e di vivere.

Ascoltandola si riusciva a capire il perché ella avesse scelto di scrivere un testo improntato  sugli aspetti umani  e non un trattato giuridico, su vicende vissute nella sua veste di presidente del trubnale dei minori.

Si coglieva nell’amorevolezza della sua voce, mentre parlava di questi piccoli protagonisti, un affetto pacato, senza enfatizzazioni, ma profondo e sentito. Quella stessa voce si accendeva di un tono di dura determinazione mentre affermava di “avere reso giustizia a chi non ha volto…un libro nato per scrivere dalla parte dei ragazzi..”

Ma leggendo cominci a disegnarli questi volti… Boris, Aurora , Xin… e ad amare la loro infanzia annullata a sentire quelle “piccole anime fredde.. che non sono preparate a misurarsi con gli affetti” come sottolinea il giudice pescatore nel racconto di  Boris, adottato e incapace di amare i suoi genitori adottivi, perché mai amato.

Da  tutto ciò emerge un dato significativo: riuscire a rispettare l’infanzia nei suoi tempi

e nella sua evoluzione, dare una seconda possibilità a chi di possibilità ne ha avuto davvero poche.

L’autrice è solita citare una frase che Einstein disse a Freud:

“Spero che scrivino sulla mia tomba, che io sono stata un’amante dell’umanità, prima di ogni altra cosa”

Una frase su cui una meditazione è d’obbligo.

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