
Il burlesque è un genere di spettacolo che si coniuga attraverso due imperativi costanti e necessari, ironia e sensualità, ai quali si aggiunge un raffinato e ricercato scenario fatto da costumi ed accessori di grande eleganza ed effetto.
È uno spettacolo di seduzione per riappropriarsi della propria femminilità e per misurare, in apparente pudicizia e ritrosia, il “potere” che questa seduzione ha sul maschio ormai bombardato da immagini femminili aggressive e virili.
A chi si vuole cimentare in questo genere non viene richiesta perfezione e magrezza, ma piuttosto armonia nei gesti e nei movimenti, sapiente ammiccamento, sconcia lentezza e una buona dose di esibizionismo.
Il brand delle femmine burlesque è il prosperoso e gioioso contorno delle forme muliebri tornite e svettanti portate con orgoglio ed esibite come valore aggiunto e non vissute come mortificazione.
Le pinup anni 50 sono la tipolgia femminile che meglio rappresenta la donna del burlesque.
Reputo che la riscoperta e la riaffermazione di questa figura vada aldilà del trand modaiolo di breve durato ma sia un percorso a ritroso per reincontrare la naturalezza fisiologica che assurde leggi del fashion system e della deviazione creativa di molti stilisti hanno imposto.
La magrezza oltre ogni limite e la camminata rigida e militaresca delle modelle che sfilano evocano più una disciplina forzata che un piacere dell’abito e del mostrarsi.
Si torna indietro ma con consapevolezza. Ogni donna del XXI secolo non vuole più essere posta come oggetto ma neanche vuole costringersi a rinnegare la propria natura per avere credibilità nei vari settori del sociale.
Qualche settimana fa ho partecipato all’inaugurazione dello showroom di Simona Sessa ad Ancona, giornalista e animatrice instancabile di manifestazioni attinenti al tema.
Inutile sottolineare che è stata una serata piacevolissima, Simona oltre ad essere esuberante e trascinante, è una donna bella ed affascinante.
La serata si è conclusa con l’esibizione di una delle pinup del 2000, la scuola da lei gestita, Vanille BonBon, occhi azzurri di ghiaccio e movenze da gatta.
A loro, che vivono in prima persona quest’avventura del corpo e dello spirito, ho voluto fare una breve intervista, che rendesse evidenti alcuni aspetti preponderanti.
Simona e Margot
Quando è nato il tuo amore per il mondo pinup?
E’ nato 5-6 anni fa quando per caso ho fatto un tatuaggio con una splendida donna in tacchi a spillo e frustino. Ho scoperto solo dopo che si trattava di Bettie Page. Mi sono documentata e ho amato subito quella donna così forte, determinata e sensuale. Poi ho conosciuto la storia delle Pin Up.
E come è diventato un progetto di vita?
Ho notato che amare le Pin Up mi ha spinto ad amare il loro corpo formoso, sinuoso e molto in carne. Così facendo ho superato la fase critica della mia bulimia che ho vissuto per venti anni. Stavo molto meglio e finalmente iniziavo a capire la vera bellezza di una donna. Da lì ho aperto un blog per raccontare la mia esperienza che è diventato il crocevia di 30 mila visitatori, donne con le curve e malate di anoressia e bulimia guarita grazie al blog.
Il blog è poi diventato la partenza del mio progetto culturale e sociale e dell’associazione Pin Up del 2000 che aiuta le donne con le curve ad accettarsi e ad amarsi.
Hai avuto un figlio da poco, è cambiato qualcosa nel tuo porti al mondo come donna sensuale?
Assolutamente no. Sto smaltendo in fretta i chili in più per tornare bella e sexy come prima. L’essere femminili è importanti sia quando si è donne e quando si è mamme. Dobbiamo prima amarci noi per farci amare dagli altri.
La tua filosofia della carne pensi che abbia un riscontro positivo nel genere maschile?
Assolutamente. Ho conosciuto tantissimi uomini che adorano le donne in carne. Le curve da secoli sono un richiamo sessuale molto forte. E quindi anche se ci fanno il lavaggio del cervello sulla donna magra ai veri maschi piacciono e piaceranno sempre le donne formose.

Tuo marito l’ho visto coinvolto in questa tua attività ma il motore trainante mi pare sia la tua esuberanza e determinazione, come vive lui questa cosa?
Io ho creato il progetto, l’associazione, la mia attività commerciale e tutto il resto. E’ una cosa solo mia. Lui mi dà una mano a fare le foto e mi appoggia in tutto. Mi basta questo. Lui mette la sua calma, io la mia esuberanza.
l burlesque deve seguire regole precise o si lascia all’interpretazione estemporanea di chi si esibisce?
Nessuna regola, tutto deve essere attagliato alla donna che lo fa. Chi insegna a tutte le donne le stesse cose come passetti simili o come una forma di danza non ha bel compreso che il Burlesque esprime la sensualità di ogni donna. Che è diversa da ogni altra..Esisono dei passi base ma l’interpretazione deve essere personale.
Illustraci sinteticamente le attività che proponi nella tua nuova scuola e quale preziosità si possono trovare nel tuo showroom
E’ la 1° scuola di Pin Up d’Italia. Il primo e rivoluzionario Show Room polifunzionale d’Italia per le donne che desiderano ritrovare la loro femminilità.
Ideato e realizzato da me. Il regno della femminilità e della seduzione con:
Show Room anni ’40-’50, Scuola di Pin Up (Seduzione & Burlesque), Sala fotografica Vintage, Agenzia di Pin Up e Burlesquer, Trucco e Parrucco Retrò, Salotto culturale, Open Space.
E’ un progetto unico in Italia. Come al solito sono sempre la prima. Ora possono pure copiarmi

Ecco i siti dove potete seguire tutte le attività di Simona
Vanille e Margot
Com’è nata la tua passione per il burlesque? E in che epoca?
Fin da piccola ho amato gli anni 50, dai vestiti, ai film, alle canzoni e all’essere donna con stile e charme, e poi impazzisco per le piume e le paillettes.
Amo il moulin rouge, il lido de paris e il folies bergere, adoro vedere le donne che sfilano con eleganza i quanti e l’ espressioni del loro volto
non esiste un momento ben preciso di quando è nato tutto questo perché è nato con me.
I costumi sono costosi?
Costosissimi!!!! Penso che comincerò a crearli
e poi immagina la soddisfazione per un’artista: creare il numero nella sua completezza.
Ti ho visto all’opera e oltre alla tua bravura ho notato la naturalezza con la quale ti sei spogliata in un posto pubblico, è venuta col tempo questa naturalezza o l’hai sempre avuta?

Per me il burlesque è un arte non è spogliarsi
quindi in quel momento mostro non il mio corpo, ma l’eleganza dei movimenti che rappresentano il movimento storico
forse è per quello che sono naturale.
Quando ti esibisci sei estemporanea o ti prepari prima i passi e le movenze?
Rigorosamente studiate, esistono movenze e passi ben precisi come nella danza
l’improvvisazione viene in aiuto qualora ci fossero degli intoppi
io studio e provo tutte le sere circa 2/ 3 ore
guardo e studio i video delle performer più famose sia degli anni 50 che quelle moderne, e leggo tutto quello che è relativo al burlesque
Domanda di rito: poiché la sensualità è determinante in questo spettacolo, ci sono fraintendimenti e proposte di dubbio gusto?
Se le persone fossero più preparate non ci sarebbero fraintendimenti, ad oggi non ho mai ricevuto proposte di dubbio gusto, ma ho solo incontrato persone ignoranti in materia che non sanno la differenza tra il burlesque ed uno semplice striptease.
Cosa di positivo ti ha portato nel tuo quotidiano vivere femminile?
Essere me stessa: un po’ vintage e bon bon
Lo consiglieresti alle altre donne?
Assolutamente SI, anche solo per loro stesse per trovare la femminilità che è in loro.
Ed ecco il sito di Vanille, dove potrete anche ammirare i video della sua esibizione alla festa di inaugurazione.

Tag:burlesque, donne, la filosofia della carne, pinup, simona sessa, vanille bonbon