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Borderline

Sottosuolo-omaggio-a-FDNacqui spalmato sul fango. Partorito in un anfratto d’anima e gettato via come un inutile fardello.  Il mio astio ribelle cresceva con me e diventava sangue, ma pestavo lacrime decomponendo i giorni in miserabili trenodie. La rabbia mi spezzava le ossa ed entrava furente nelle narici.

Ogni sole che nasceva, ogni alba che si accendeva, era un singhiozzo nel fianco.

Ordalie alcoliche mi orbitavano in dimensioni artificiali, costruite su templi in rovina.

Visioni che i sensi anelavano come sogni impossibili. Quel fuoco liquido che ingoiavo era la mia sola speranza: lo accendevo col fiammifero della mia collera e mi facevo bruciare sentendomi vivo e invincibile.

Con lacci emostatici di inettitudine frenavo le emorragie delle mie emozioni.

Ecchimosi interne non visibili a sguardi stranieri.

Poi, un giorno, ho smesso di piangere. Ho visto la bara del mio cuore levitare nell’aria e dissolversi. Ho seguito il mio stesso feretro e sono diventato pietra.

Ora,ubriaco di silenzio e vodka scadente, trascino la mia impotenza come un trofeo conquistato. L’etere  mi fiata sul collo, alita come una donna in amore. Vivo nella discarica della mia anima, abbracciato ad una morte in paziente attesa. Una scheggia di specchio mi rimanda il rottame che sono. Allegri topi voraci si saziano del mio essere e io li lascio fare, sono i miei fedeli compagni.

La superficie mi atterrisce. Il mio regno è questo sotterraneo, ricettacolo di liquami, dimora di folli,

questa perversione distorta in cui si incastra la mia solitudine, che avviluppa le mie bestemmie come carezze di un dio caduto in disgrazia.

Ed ecco arrivi tu, magnifica puttana, con occhi di madre e fica incestuosa e pretendi di scarnificarmi dagli strati più sudici della mia pelle per farmi rinascere.

Dai tuoi seni potrei bere soave latte di rosa, ma il mio fegato lo farebbe marcire. Scorre vacuo veleno nelle vene. L’antidoto folle della tua tenerezza non ha il potere di una catarsi mentale,

di una ipostasi santificata.

Scappa! Va via! Lasciami alle mia macerie, ai miei conati di vomito dove sguazzano scarafaggi affamati, alla marea putrescente della mia bile contaminata.

Lasciami raggiungere l’inferno dei miei Demoni, sanguisughe irrorate dall’amnios della mia nascita.

No, non guardarmi più! Non guardarmi! Non voglio vedermi come tu mi vedi. Non voglio scorgere trame di pietà in quell’azzurro profondo, piuttosto  lame di acciaio pronte ad uccidermi. Né, tanto meno, voglio il tuo amore, epopea virginale di buoni sentimenti.

Eppure io sento di amarti. Di un amore grigio come neve fangosa, di un amore gelido che lascia paesaggio di tundra. Nonostante ti scacci vedo in te la rivolta del mio passato e il trionfo del mio futuro.

Quieta donna, su cui questa mia solitudine s’infrange, su cui abiura la mia rabbia fatale, il mio tetro destino trasmuta nell’oceano del tuo sguardo! Le mie parole ti lapidano mentre la mia anima langue di desiderio.

Oh! Potessi abbandonarmi alla radura felice dei tuoi fianchi, al vento leggero delle tue mani, alla fiamma vivida delle tue labbra!

Ma che dico… Non sono parole che il mio petto possa sorreggere! Fermami! Ferma il tuo respiro sulla croce del  mio martirio.

Non ho più vite da donarti. Posseggo solo rinunce e miserie, abiezioni e paure. Allontana la tua luce

dal mio sottosuolo inquieto e lasciami al mio esecrabile pasto. Ho voragini da riempire in cui versare palate di fango. Non basta il sudore dei morti per la mia resurrezione.

(omaggio a F. Dostojevski)

~ di Margot on 1 Agosto 2010. Tagged:

20 Risposte to “Borderline”

  1. infatti sono cose fastidiosissime, avevo ancora postumi di una precedente distorsione nello stesso punto..
    mi hanno suggerito di fare un pò di laserterapia ma
    dovrò aspettare settembre…

  2. ho una caviglia fuori uso per una distorsione,
    mi hanno prescritto l’immobilità per una ventina di giorni,
    in realtà continuo a muovermi ma non me la sento di allontanarmi per molto da casa…
    ps: vivo in provincia di Napoli…

  3. Ciao Margot,
    io pure se in ferie resto in città,
    del mare anche senza accessori prima o poi proporrò un video…

  4. Buongiorno Margot…

  5. Fruscio… l’anima guerriera non può mancare di coraggio

    Stella…..hai colto un risvolto fondamentale, riflettici su
    ti dedico la canzone di Ligabue, Piccola stella senza cielo

    Chiara…morire e rinascere è il destino delle fenici
    eadem mutata resurgo… che sia presto per te

  6. ciao.. i tuoi commenti sono al loro posto…nessuna cancellazione ci mancherebbe. ciao ciao

  7. io non riesco ora ad essere serena, e sto lottando ancora…ogni giorno, ogni mese…e riemergerò ancora.
    e tu margot….

  8. Hai descritto molto bene uno dei tanti modi possibili per non vivere.
    ciao

  9. Margot, hai avuto coraggio a proporti come volontaria per la dimostrazione di cui parli…
    un saluto

  10. Andrea…ti rispondo con una banalità, ma credo che sia indicata ai tuoi canoni di vita, il mondo è bello perchè vario….e aggiungo de gustibus non est disputandum

    buona giornata a te

  11. Deprimente e letto con tanta fatica, forse per scorrerlo con curiosità e partecipazione occorre essere veramente arrivati in fondo.Meglio le vette e il sole l’energia che è vita. Buona domenica.

  12. faccio così anch’io, mi faccio prendere dall’estasi, poi cerco di sapere tutto dell’artista in questione e poi faccio un ultimo passo, cioè mi dimentico di tutto quello che ho letto su di lui :) . mi torna meglio.
    Suggeriscimi pure, i libri sono, per me, come il pane e un buon bicchere di vino, non devono mai mancare.
    Damon.

  13. Leti l’intimo timore c’è.. la paura di amare. Capisco la tua trasfigurazione, tutto sommato ci può stare.

    Altro caffè???? me lo offri? ne ho bisogno anch’io:)

  14. Frusci… mi stupisci spesso ed è uno stupore positivo.
    Hai intuito giusto….

    Forse tutti o quasi abbiamo cercato l’isolamento a difesa di una societas in cui ci sentiamo estranei e non appartenenti.
    Naturalmente questo isolamento alla fine si rivela distruttivo per la nostra stessa identità.
    Al contempo è profondamente corretta la tua attenzione a questo dualismo fondamentale nella vita di ognuno Eros e Thanatos (le continue cronache non fanno altro che confermare quanto forte sia il legame tra queste due pulsioni)
    Non mi arrogo la presunzione di trovare soluzioni, tanti grandi non ci sono riusciti, però penso che per superare questo conflitto possa essere utile lo psicodramma alla Moreno e alla Jodorowsky, ripreso da Perls e dalla Gestalt….
    ultimamente vanno di moda tra gli esoterici le Costellazioni famigliari, che sono qualcosa di molto simile.
    Ebbene un pomeriggio di un anno fa mi sono trovata ad una conferenza in cui si è poi passati alla dimostrazione pratica, su base volontaria.
    Io mi sono offerta, per poter valutare effettivamente ciò che succedeva.
    Colei che a sua volta si era offerta per essere “costellata” mi ha designato il ruolo di sè stessa nella rappresentazione.
    Ti garantisco, Frusci, che io dicevo cose che con me non c’entravano niente e avevo preso una gestualità che non era la mia.
    Quando la costellazione è stata chiusa, non riuscivo a ritornare più in me stessa, ci è voluto uno sblocco ipnotico.
    Pochi giorni fa ho incontrato per caso la ragazza, appena mi ha visto mi ha baciata e abbracciata dicendomi che mentre guardava me rivedeva in tutto sè stessa e che stava molto meglio.
    Ti riferisco questo episodio come un fatto di cronaca, senza fare nessun commento.
    Grazie per la tua presenza costante e attenta:)

  15. di solito i demoni cercano di sfuggirne la vista (anche se cercano di offenderla in ogni modo)

    ma è stato un momento, perchè ho avuto la sensazione che vi fosse un intimo timore verso questa figura

    (comunque, è domenica mattina, vado a farmi un altro caffè :) )
    buona domenica

  16. ciao Damon:) si potrebbe anche definire così, l’ispirazione viene dalle Memorie dal sottosuolo come giustamente ha sottolineato Fruscio.
    Un mio amico giornalista sostiene che l’artista quando ha prodotto la sua arte non ha più su di essa nessun diritto di appartenenza, essa comincia ad appartanere al mondo…da un certo punto di vista potrebbe essere anche così.
    Quando io guardo un quadro che mi affascina, ti cito Remedios Varo, una pittrice messicana non universalmente conosciuto ma di una grandezza magistrale, ci faccio vivere le mie emozioni, l’immagine viene trasformata dalla mia percezione soggettiva e non penso più, per un momento, a chi lo ha dipinto, ma a quello che sento io… però, a mio parere, contraddicendo il mio amico, passato l’attimo sthendaliano, mi viene la curiosità di sapere tutto dell’autore, in questo modo io celebro due volte la sua arte.

    Potrei suggereriti un testo da leggere, anzi due, che penso ti sarebbe molto utile in questo frangente della tua vita…solo se lo desideri
    a presto
    Margot

  17. buongiorno Leti… alla Madonna non ci pensavo proprio, ma questo tuo accostamento mi interessa decisamente… vuoi spiegarmelo tu?

  18. Ciao Margot,
    formidabile questo brano dedicato da quel che leggo
    all’ artista del caos, alle sue “memorie del sottuosolo”,
    ai suoi personaggi tesi a cercare nell’isolamento
    esasperato l’antidoto alle ipocrisie della socialità….
    ma il tuo scritto , nel quale s’intravede pure lo zampino
    dei poeti maledetti, può forse essere letto anche come
    un dialogo ispiratissimo tra Eros e Tanatos…

    davvero brava…complimenti

    un saluto

  19. sembro io qualche anno fa :) e non facevo altro che dire “vattene, scappa via” poi io però mi sono fatto scarnificare. solo che poi mi sono ritrovato solo e senza pelle ed è stata ancora più dura.
    Ma è un tuo falso d’autore questo?
    Damon.

  20. molto toccante questo brano.. non lo avevo mai letto
    per un attimo mi è sembrato si riferisse alla Madonna.
    sicuramente tu Margot sai invece spiegarlo..

    una buona domenica e grazie della tua visita