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Gli equivoci dell’essere e dell’apparire (Una strega in paradiso)

satanik1Ho sempre saputo che se fossi nata in epoca diversa sarei stata messa al rogo, prendi Ipazia per esempio.
Ho (forse) questa incomprensibilità di pensiero che a me sembra così limpido e naturale, acqua di fonte cristallina, puro come l’ideale che brilla al sole, selvaggio e incontaminato…. ma evidentemente non è così
Ho in me una pulsione alla giustizia, alla eliminazione degli sprechi, alla coordinazione dei gesti e del pensiero per l’ottenimento di un finale adeguato dove resti tempo per riflettere, amare, vivere e continuare a credere e contemporaneamente ho il cassandrico dono della poeta che guarda e vede col terzo occhio, la nascita postuma del pensatore libero e folle, dell’Appeso che si trasforma in Bagatto.

Anche ora mentre scrivo, comprendo, intendo, intuisco che chi legge (c’è qualcuno che legge?) mi taccerà di presunzione, orgoglio immantinente, alterigia e albagia.. oh bè…. mi dovrò rassegnare a questo destino, a questa solitudine coercitiva e coatta che diventa sempre più, parte della mia vita intellettuale.
C’è chi dice che sono una dilettante (nel senso che mi diletto è vero sicuramente) solo perché non ho pubblicato libri (a pagamento), non vado ai talkshow, non sono sui giornali, non faccio un lavoro direttamente collegato coi canoni vigenti dell’intelletualoide prezzolato e banderuola, non rientro negli schemi.
No, non rientro in nessuno schema, anche fisicamente non sono la bruttina stagionata che coltiva la mente perché il corpo non ha mai risposto, ho un fisico prorompente e sensuale che mi sottrae ancora di più quella credibilità correlata agli schemi, appunto , un cervello di prim’ordine che non mi lascia in pace nel suo macinare e una cultura che invece di agevolarmi mi ha sempre messa in posizione di “stronza che se la tira….perchè?
Perché bisogna entrare nel cerchio e parlarsi addosso illudendosi di dire cose nuove ed interessanti mentre si sostiene, inconsapevolmente, un pensare che ha già una traiettoria definita e un arrivo ben preciso?
Il mio intento è quello di offrire una visione che parte da un’altra prospettiva e arriva rivestita di altri significati e non applaudo a prescindere l’oratore o il poeta di turno.
Una volta ho parlato del pensiero laterale (rimando a Edward deBono) in un blog ed anche quella volta sono stata aggredita dalla muta inferocita, dal branco….
“L’esempio classico di una persona che usa il pensiero laterale è il personaggio di Sherlock Holmes, il detective nato dalla fantasia di Sir Arthur Conan Doyle. La sua straordinaria capacità di trovare la soluzione a problemi altrimenti insolubili era dovuta alla sua abilità nell’osservare i fatti di una situazione, senza fare presupposti iniziali. Usando il pensiero laterale, egli spezzettava gli elementi di un problema o di una situazione e li riordinava in un modello apparentemente casuale, per arrivare a una visione diversa della situazione e quindi a una possibile soluzione. Il pensiero laterale perciò può definirsi come puro ragionamento deduttivo. Il Dottor Watson invece agiva procedendo lungo le linee del pensiero cristallizzato basato su preconcetti… Il pensiero laterale è creativo e dinamico ed incorpora le proprietà del pensiero associativo, quindi la capacità di raccogliere e riallineare significati, così come il pensiero lineare comporta l’abilità di procedere lungo una linea di pensiero fino a una conclusione. “
Mi è stato contrapposto un “pensiero rettilineo” fatto di utilitarismo e moralismo spinto nonché di una patetico vittimismo usato al momento opportuno.
PER ASPERA AD ASTRA

«O siamo capaci di sconfiggere le idee contrarie con la discussione, o
dobbiamo lasciarle esprimere. Non è possibile sconfiggere le idee con
la forza, perché questo blocca il libero sviluppo dell’intelligenza.»
(Che Guevara)

~ di Margot on 22 Ottobre 2010. Tagged:

12 Risposte to “Gli equivoci dell’essere e dell’apparire (Una strega in paradiso)”

  1. Buona domenica

    guerriera :-)

    strega tu? Naaa nn ci credo

    Ciao Margot

  2. ciao splendida Carola :) :();;)))

  3. … nn ce la faccio a leggere tt

    promesso ritorno domani

    Ciao Margot

  4. ciao Nino è un piacere ritrovarti… quanto prima verrò a rifarmi gli occhi nel tuo giardino.

    ho tante cose per difendermi e spesso indosso una robusta corazza, ciò nonostante restano i punti deboli, anche achille aveva il suo tallone fatale… ma va bene così…l’importante è non rinnegare sè stessi, non vendersi…. il pensiero rettilineo lo lascio a chi ama la desertificazione e la scarnificazione della propria anima.
    un caro saluto

  5. Margot hai parole, ragionamenti sottili, arguzia, ironia, per difenderti e bene,
    ma dedicare tempo e spazio all’utilitarismo, al moralismo spinto… resta forse pur sempre poco opportuno…
    un saluto…

  6. c’è un antefatto Aldo che non conosci e comunque ciò che dici è assolutamente vero…scriviamo per noi stessi aspettando che altri ci leggano e capiscano, raramente ci leggono quasi mai ci capiscono, il pensiero laterale dovrebbe essere una chiave di lettura di ciò che si legge ma quasi nessuno riesce ad applicarlo, primo perchè è faticoso secondo perchè le soluzioni che offre spesso destabilizzano….
    la malinconia stasera è come uno stiletto piantato sulla vena

  7. Rivalutare il pensiero laterale mi sembra il succo di questo tuo gradevole pezzo, a parte il senso di solitudine ( coatta quasi sempre) e di melanaconia che credo accumuni quelle e quelli che scrivono oggi, quasi senza quasi sapere per chi, perché e a che prò

  8. E poi perchè dovresti curarti di chi critica contro? L’espressione del verso, inteso come arte, è l’espressione personale, e ripeterò sino all’ossesso che quando scrive l’animo, che non ha influenze o tendenze, e che, puro viene portato dal pensiero alla carta, scrive il vero poeta. Chiaramente si possono avere simili ispirazioni, indirizzi, tendenze, però, se si è veramente massimi il respiro della poesia che leggiamo non sarà mai uguale all’altra, ed è li che il sommo è unico a dispetto del critico poco critico e molto attento alla pecunia.

    :)

  9. ah… certi sogni a volte, sembrano proprio reali…:)

  10. ciao Stella… lo sai, quando ti leggo automaticamente sorrido
    è così come dici, con la saggezza che ti contraddistingue… tutto vero e quei gesti, quegli sguardi, quelle pause che mancano fanno la differenza.

    ognuno è vittima delle sue incongruenze e delle sue “disattenzioni” poi ci sono le simpatie e le antipatie… e su questo non c’è niente da fare.
    la terapia d’urto funziona con le persone intelligenti e tu lo sei e hai capito e sono sicura che un giorno verrai da me e mi dirai: finalmente ho preso le redini della mia vita e dalla contemplazione sono passata all’azione… sinergia per divenire, come recita il sottotilo del mio blog, connubio simbiotico del mio essere individuo.
    ho sbagliato, non ho sbagliato, hanno capito, non hanno capito…non m’importa più, le persone che contano ci sono
    buonanotte…;););;)))

  11. Eccomi.
    Ieri notte ho letto un post, volevo commentare, ma ho rimandato. ( O forse l’ho sognato ? )
    Lo faccio ora dopo aver letto quanto tu hai scritto oggi.
    Si torna all’antico problema della comunicazione, del comprendere l’altro e soprattutto del farci conoscere dagli altri per quello che realmente siamo. E’ difficile, perchè tutte le volte che parliamo si mettono in gioco tante variabili, dipendenti da noi o dal contesto, che falsano o modificano ciò che gli altri percepiscono di noi. E la reazione di chi ci ascolta ci porta a rispondere in modi differenti. Con qualcuno possiamo essere comprensivi e pazienti, con altri ci arrabbiamo e li mandiamo a quel paese. La prima volta che tu hai risposto ad un mio cammento hai usato la "terapia d’urto" (come dici tu ). Con me è andata bene, ma non per tutti è la stessa cosa. C’è chi si offende, chi si chiude a riccio, chi risponde per le rime ….
    Poi, qui nei blog, la comunicazione sembra (?) essere più facile. Puoi scrivere con tranquillità tutti i tuoi pensieri, le tue opinioni, i tuoi commenti, però l’altro ha a disposizione solo parole scritte per conoscerti. Manca tutta quella serie di messaggi non verbali, gli sguardi, i gesti, il tono della voce, le pause … che possono aiutare a comprendere meglio. Comunque ognuno deve essere libero di esprimersi e nel momento in cui decide di farlo si deve aspettare una reazione, positiva o no, da parte di chi sta ad ascoltare.
    Secondo me le idee contrarie non devono essere sconfitte, sempre che non siano idee che ledono la libertà, la dignità umana,
    devono essere accettate, anche se non si può condividerle.
    Ho scritto cose che forse non centrano niente, per concludere, visto che è partito tutto da una poesia te ne lascio una … a caso

    ………..
    Ambiguità indecifrabile delle parole
    che urlano il niente.

    Non voler vedere
    capire
    accogliere
    l’ essenza dell’altro
    al di là di un’ artificiosa immagine mentale.

    Verità che solo il silenzio può comprendere.

    Ciao ciao :)
    Stella

  12. Tu non sei una strega e questo non è il paradiso ….
    Torno dopo :)
    ciao
    Stella