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Dal vangelo secondo Baudelaire_Dal punto di vista di Maria

Annunciazione (immagine di Michelangelo Rossato)
Mi sveglio. Un terreo raggio di sole mi propone il suo saluto.
Imperdonabile impudicizia che il mio occhio nero accoglie con battito veloce e indispettito
La lama pallida tenta di filtrare attraverso l’unico spiraglio della serranda abbassata
Il mio occhio nero s’incupisce diventando, se possibile più nero.
Da anni vivo avvolta dallo spleen e inutilmente il mio occhio azzurro s’ingegna a far piovere
il cielo o tentarmi con gocce di alba profumata.
Mi alzo. L’immobilità aleggia nella casa. Gli orologi si sono fermati tutti alla stessa ora 4,24 del mattino. Consumo il rito della colazione. Caffè forte senza zucchero nella mia tazza rossa, poi mi abbandono nuda alla carezza dell’acqua. L’occhio blu coglie l’attimo per aprirsi e farmi vedere
Prati e genti e colori e distese di mare appena crespo…
Il calore dell’acqua accentua l’indolenza del corpo. In quell’umido tepore mi adagio mollemente.
L’occhio nero apre il suo mondo e m’inghiotte definitivamente.
Lenta sale l’angoscia. Parte dalle mani e si espande a raggio. Si sofferma allo stomaco e morde le viscere come il più feroce dei pirana. Un senso di nausea mi assale. La gola si chiude al respiro e il buio cala sugli occhi. Respiro a fatica. Tutto intorno comincia a girare vorticosamente. Colgo la mia immagine allo specchio: una sconosciuta dallo sguardo vitreo, labbra serrate e muscoli del collo tesi.
Mi sollevo dall’acqua a fatica, rabbrividendo mi dirigo sul letto.
Le mani graffiano le lenzuola e lentamente, inesorabilmente, sento aprirsi il baratro.
M’inghiotte ancora una volta. Un dolore lancinante, senza fine. Una morsa che stringe il cuore
e lo spreme fino all’ultima goccia di sangue.
Intorno scende una coltre lattiginosa, una ragnatela compatta che affetta il tempo in cerchi concentrici. Il mio corpo trema, ma non voglio coprirmi, è l’unica sensazione che mi fa capire di essere ancora viva.
La nebbia si scompone in una cortina teatrale e l’ombra avanza, gigantesca, temibile, spaventosa
Si china lentamente sul mio viso mi sfiora la bocca con le labbra e poi me la serra con una mano, con l’altra accarezza il corpo tremante, ad ogni carezza il tremore aumenta, il freddo non si placa,
l’occhio azzurro non riesce più a salvarmi.
L’ombra si allunga e si contorna, ha forma di bestia leonina, spalle possenti, muscoli forti, mani che ghermiscono come artigli.
Non parla, m’impianta il suo seme nel profondo della vagina, sembra guidarlo col pensiero.
Un liquido vischioso mi scivola tra le cosce e tutto si dissolve.
Smetto di tremare, mi tocco tra le gambe, sangue rosato…mi sollevo a stento e con un lembo del lenzuolo mi pulisco furiosamente.
Finalmente piango…

~ di Margot on 23 Novembre 2010. Tagged: , , , ,

5 Risposte to “Dal vangelo secondo Baudelaire_Dal punto di vista di Maria”

  1. Buongiorno, hai l”approvazione del Re.

    :D :D

  2. angoscia di vivere…

    ideali metafisici e di bellezza,

    collegamenti naturali, da cicli regolari o irregolari,

    a supportare la sopravvivenza…

    nella morte la chiave della salvezza…

    ….in sintesi il contenuto del capitolo

    dal titolo ” i fiori del male”

    ( ps: mail ricevuta, nella tua casella di posta la mia risposta)

    Ciao Margot e buona giornata….

  3. Diciamo, Sire, che questo racconto è scritto dal punto di vista delle donne… ha due significati, entrambi molto scabrosi,che partano da due fatti per me,alla fine, coincidenti…

  4. Mistico, vero sogno e reale desiderio dell’incorporeo. Penso che sia la massima aspirazione dell’intellettuale, quella di essere posseduti rimanendo puri, e quindi assomigliare all’unica donna che ha procreato il Signore.

    :)

  5. Tantum ergo sacramentum / veneremur cernui / et antiquum documentum / novo cedat ritui. / Praestet fides supplementum / sensuum defectui.
    Genitori genitoque / laus et jubilatio / salus, honor, virtus quoque / sit et benedictio. / Procedenti ab utroque / compar sit laudatio. / Amen. »