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La finestra sul tempo (cap.2)

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Era mattina. La sveglia suonava imperiosa. Le sei. Con gesto stizzito la spense. Poi improvvisamente ricordò e salto a sedere sul letto. Il quadro, Renè, quelle persone vestite in quel modo, quel giardino…aveva sognato? Doveva essere cosi. Era stato uno di quei sogni intensi che sembravano realtà, oppure un’allucinazione ipnagogica. Aveva letto qualcosa su questo argomento un po’ di tempo fa, su una rivista specializzata. Era una specie di immersione dei cinque sensi in una realtà immaginifica. Improvvisamente si ricordò che doveva andare in ufficio. Si alzò, ancora intontita e cominciò la giornata tentando di dimenticare tutto. Nel sogno c’era un e-mail, avrebbe potuto controllarne l’esistenza per tagliare la testa al toro. Lo fece. Nella casella elettronica nessuna traccia. Però poteva averla cancellata. “basta” si disse l’importante era che non esistesse nessuna mail, non voleva pensare ad altro.

In ufficio però non riusciva a concentrarsi. La sua amica Giulia la chiamò

“Miriam, ehi Miriam! Ti sto chiamando da mezzo’ora, cos’hai?

“niente , perché?”

“ma mi sembri strana, hai una faccia stanca e lo sguardo perso ”

“E’ che ho dormito male questa notte. Ho fatto dei strani sogni”

“allora un caffè ci vuole proprio, Ne vuoi parlare?”

No, no, sono solo stupidaggini, dopo il caffè starò meglio” intanto però non riusciva a ricordarsi niente di ciò che aveva fatto ieri.

“Usciamo domani sera?” le chiese Giulia

“Te lo dico domani, adesso non sono in grado di pensare a nulla”.

Giulia era sinceramente affezionata all’amica e non l’aveva mai vista in quello stato. Sì, Miriam era una donna sensibile e umorale ma era anche molto intelligente e riusciva ad esercitare su di sé un buon autocontrollo.

“va bene…bevi il caffè dai”

La sensazione di stordimento non lasciò Miriam neanche dopo il caffè. Nonostante si sforzasse di dimenticare quello strano sogno le sembrava così nitido e reale che non riusciva a toglierselo dalla testa.

Bene o male la mattinata passò. Erano le tre e venti, lei e Giulia si avviarono all’uscita. Sentiva la voce di Giulia che le chiedeva qualcosa, ma era come se non riuscisse ad afferrare i suoni e a distinguere le parole.

Salutò l’amica che continuò a guardarla in apprensione e si avviò verso casa. Non era in grado di guidare, perciò preferì lasciare la macchina nel garage dell’ufficio e prendere l’autobus.

Seduta accanto al finestrino il paesaggio le scivolava addosso come una massa pittorica indistinta, cosa che le fece ricordare il quadro che era sicuro di aver visto. Quella donna che le assomigliava così tanto, con l’abito bianco e la rosa. Era così assorta che non si accorse nemmeno di essere arrivata e dovette scendere alla fermata successiva.

“fare due passi a piedi mi farà bene…appena a casa faccio la doccia e guardo un film per rilassarmi”

Ma il suo programma non si potè attuare. Stava infilando le chiavi nella toppa quando la porta dell’appartamento  vicino si aprì.

“ciao Miriam, qualcuno ha portato questo pacco per te. Siccome non c’eri mi ha chiesto se potevo prenderlo io e dartelo appena saresti tornata”

“Ciao Flavia, un pacco? E chi lo ha portato?”

“mah… era un uomo anziano, infatti mi sono stupita che così vecchio ancora lavorasse, e poi era vestito in modo elegante, sembrava un maggiordomo”

Così dicendo Flavia le porse il pacco alquanto voluminoso ma leggero

“beh vado Miriam…stavo preparandomi per uscire. Mah… stai bene? Sei piuttosto pallida”

“sì, si, sto bene.. e che non ho dormito molto. Grazie Flavia”

Faticosamente riuscì ad aprire la porta ed entrare. Posò il pacco sul tavolo e rimase a fissarlo, quasi volesse scoprire la verità guardandolo.

Era indecisa se fare prima la doccia o aprire il pacco. Optò per la doccia, ne sentiva urgente bisogno. Infatti dopo si sentì un po’ meglio, si fece un caffè e finalmente si decisa ad aprire il pacco.

Era incartato con cura, una carta pregiata rosa ed oro. La svolse delicatamente e sfilò il coperchio della scatola.

Rimase senza fiato. Davanti ai suoi occhi scintillava un prezioso abito bianco, la stoffa era leggera ed impalpabile, una seta che non aveva mai visto da nessuna parte. Aveva dei ricami d’argento, una profonda scollatura davanti e dietro ed era indubbiamente un abito da sera, da gran sera. Lo sollevò incredula ed ammirata, la stoffa ricadeva morbida e spumeggiante. Guardò meglio nella scatola e vi scorse anche un paio di guanti bianchi lunghi fino al gomito e delle scarpe color argento meravigliose.

Si sedette di botto sul divano. Poi pensò che ci sarebbe dovuto essere un biglietto, sicuramente era uno sbaglio. Ma non trovò biglietti. Uscì e suonò a Flavia

“scusa se ti disturbo, ma sei sicura che quel pacco fosse per me?”

“beh… chi me l’ha consegnato mi ha detto il tuo nome e cognome, Miriam Corsini, a meno che non sia un caso di omonimia, Miriam Corsini sei tu”

~ di Margot on 6 Maggio 2011. Tagged: , , , ,

26 Risposte to “La finestra sul tempo (cap.2)”

  1. http://aleteiapoetry.splinder.com/

  2. sì, ho notato il link e mi riprometto di trascorrerci un po’ di tempo prima o poi (se le inserissi anche qui mi faresti un favore). ciao.

  3. colpi di scena in questo breve romanzo mistery ce ne sono tanti…
    è un romanzo vagamente tarchettiano, ma il parallellismo con Linch mi aggrada molto… vedrò se pubblicare il resto, ma almeno un altro capitolo penso di postarlo.

    per rispondere alla tua domanda, Gioradano, reputo che schedularci in personaggi a compartimento stagno sia riduttivo per la creatività di ognuno….sono tutte le cose che hai enunciato e…. non solo ;)
    se proprio vuoi la definizione che mi cala maggiormente, preferisco essere definita poetessa, anche se su questo blog di poesie ce ne sono poche, uso lo spazio su splinder che dedico da anni unicamente alle poesie… il link è nella colonna se ti interessa il genere….
    su tiscali il verso non è apprezzato…

    dopo vengo a leggerti;)

  4. il racconto scorre bene ed è intrigante (complimenti!), anche se avrei preferito che ci fosse qualche colpo di scena ancora più imprevisto (ma poi ho scoperto che va avanti e allora vedremo…).
    mi ha ricordato vagamente Strade Perdute di Linch.
    mi chiedevo Margot, ma tu chi sei? sei un’artista, una scrittrice, una poetessa, un’esperta d’arte?… chi sei? qual è il tuo volto più vero?

  5. Roberto…. :) benvenuto

    hai postato il commento nel post sbagliato, se vuoi te lo sposto
    aldilà di questo, condivido ciò che hai scritto

  6. bellissima mostra
    l’ho visitata a roma al Vittoriano qualche mese fa
    l’ambigua sessualità ed espressione dell’arte fanno
    della De Lempcka un’artisat moderna che scava nel passato
    dei mostri sacri (caravaggio per per effetto della luce e i suoi pre e post contemporanei)

  7. per Emiliano@ e chi sono gli altri? ma il tipo occhialuto e nerd chi è? un assemblaggio dei cinque :) :)

    non parliamo dello scarafaggio poi… quello mi turba un pò

  8. Nando non è il mio secondo nomignolo, il nostro è un blog a 5 autori. O forse 4 :)

  9. il racconto continua Mariangela, tu hai sfiorato alcuni passaggi della trama… delle capacità della mente umana tanto c’è ancora da scoprire, personalmente non escludo nulla a priori

    del resto anche credere in dio (di qualsivoglia religione) non si basa su nulla di concreto, eppure milioni di milioni di persone ci credono fermamente e ammazzano anche nel nome di questo dio

  10. Ho letto il capitolo 1, ho capito che forse, senza saperlo, viviamo più vite parallele che a volte si intersecano sconvolgendo ogni certezza; forse i sogni sono delle interferenze, sono i punti in cui queste vite si toccano, unici momenti in cui abbiamo sentore delle altre vite.
    Questo nella tua storia, Margot, nella vita reale penso questo molto improbabile, anche se, data l’ampiezza dello scibile e della umana ignoranza, niente è impossibile.

  11. due capitoli per volta EmiNando? dici che non verrebbe troppo lungo?…. ci penso ;)

  12. Non c’è nulla da migliorare, al massimo potresti pubblicare due capitoli per volta. :-)

  13. ovviamente Ricky credo che Castaneda abbia usato un modo narrativo che affascinasse il lettore… ma il sogno lucido è una realta scientifica e lui è stato un grande sognatore.

    La Morgan di La chiamavano due cuori, la conosco solo per quel libro che ho letto anche io….
    anchè lì pur ammettendo l’inventato, è vero però che gli aborigeni austrialiani hanno un particolare rapporto con i sogni

    anche a me piace questa musica…. tanto :)
    credo che la userò anche per i capitoli futuri… se deciderò di pubblicarli

  14. Nino, Jodorowsky non tratta di magia nel senso che si intende abitualmente con questo termine, egli usa il linguaggio magico per penetrare, attraverso gli archetipi che questo evoca e i rituali che fungono da tramite,nella psiche che sta soffrendo per un qualche disagio.
    è un uomo ed un artista eclettico che ammiro profondamente.

    ribadisco la mia invidia (in senso buono) per la tua capacita di fare sogni lucidi

  15. mi dispiace per il tuo riposo Emiliano… una notte senza sogni dunque o una notte da incubi?

    capire il primo capitolo dopo aver letto il secondo rientra nella normalità…e quindi stai tranquillo ;)

    sull’altro capitolo hai rilevato delle cose che forse dovrei migliorare….e non credere a quelli che dicono di me che non accetto le critiche, non solo le accetto ma ne vorrei tante per potermi migliorare.

  16. Cero anche io ho letto Castaneda,Yodorowsky,il mattino dei maghi…ma anche tutto il Ramo d’oro delFrazer…una parigina a Lasa..e venne chiamata due cuore…
    ora ‘venne chiamata due cuori’ e i libri di Castaneda…sono inventati di sana pianta…stimolanti esteticamente e narrativamente…ma falsi come una patacca…sulla psico magia…psico coccodè era una che sapeva tutto…preferico i Trattati sulla magia bianca della Alice Baylei…i libri di Krishnamurti…
    Devo dire che quando praticavo il Krya yoga potevo sognare ciò che volevo,decidevo io cosa sognare e se smettevo un sogno potevo cominciarlo di nuovo da dove l’avevo lasciato…
    Per il resto credo che il sogno..sia un percorso dell’io narrante,quindi figure archetipe di chi sogna…se sogno ad esmpio una donna che parla,cerco chi è quella donna che parla in me…chi è rispetto a me…che vuole dire a me stesso?Il resto?Vana somnia…bellissima musica Margot..

  17. Margot,
    invero alcuni eventi collegati a sogni
    mi hanno creato situazioni
    con il tempo accettate ma non risolte…

    molto scettico su magia e derivati,
    la ricerca di una spiegazione mi
    avvicinò alla letteratura sul tema,
    anche a testi taoisti…

    di Castaneda ho letto – credo – tutto…
    l’altro autore non lo conosco…

  18. Solo leggendo il 2° capitolo ho capito il 1°. Non farei il critico letterario: per fare la critica di un capitolo devi leggerne 10.
    Ha dormito male questa notte: certo, alle 15:20 già ha preso due caffè… :-)
    Buona domenica

  19. hai mai letto i libri di Carlos Castaneda? o anche la psicomagia di Jodorowsky?
    Castaneda è stato tra i primi ad analizzare questo tipo di sogni, chiamndoli appunto sogni lucidi.
    sono un’avventura interiore affascinante, a mio parere chi li fa è davvero fortunato, riesci anche ad intervenire per sanare situazioni irrisolte dentro di te

  20. Margot,
    non è uno solo,
    sono periodi ( in passato mi capitava molto più frequentemente)
    in cui i sogni si alternano a brevi
    momenti di veglia durante i quali decido di continuarli
    magari in un certo modo,
    non sempre riesco ad indirizzarli,
    quando infatti sognai di essere aggredito dalla lussuria,
    una massa d’aria che assumeva le sembianze di una tenda,
    o della quale si serviva per darsi forma,
    il tentativo di gestire l’evento, di comprenderlo, mi lasciò soltanto senza forze…
    l’epilogo racchiudeva forse la risposta al mio desiderio di capire….

  21. Mariangela….io i sogni me li porto dietro per settimane

    Rex…mantengo il segreto, ma tu non mancare alla terza puntata :)

    Nino…se ho capito tu bene hai fatto un sogno lucido!! una cosa a cui io aspiro da anni, ci sono riuscita solo mezza volta.
    mi piacerebbe che mi raccontassi nei dettagli se ti va

  22. Ciao Margot,
    io, in alcuni periodi in passato, ho avuto la netta sensazione
    di poter guidare i miei sogni,
    forse semplicemente sognavo di sognare..
    un saluto….

  23. Sono stato io a spedire quel pacco. Tu però non dirlo a Miriam. Per quello che hai scritto da me, cestina tutto, tanto il succo del discorso penso lo avrai capito..
    Buona domenica.

    :)

  24. Io ho sentito solo la musica delle parole, (l’audio era spento e non me ne ero accorta!). Sono entrata subito nell’atmosfera perchè mi è veramente successo di rimanere invischiata nel sogno anche dopo sveglia quando le emozioni sono così vive che non riesci a distinguere sogno e reale.
    Come i bambini che piangono svegli la paura di un incubo.

  25. beh..bisogna creare l’atmosfera..siamo sulla soglia di eventi molto misteriosi:)
    benvenuta!

  26. no, solo per dirti che avevo le casse al massimo e sta musica che è partita in sottofondo mi ha fatto venire un infarto, altro che sogni strani!!!!!!!! :) )