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Il libero pensiero nasce irrimediabilmente postumo ed incompreso ( ma bisogna farsene una ragione e continuare ad agirlo)

“…è iniquo pensare in forza di una sottomissione ad altri, è da mercenari, da servi,  è contrario alla dignità della umana libertà assoggettarsi e sottomettersi, è cosa stupidissima credere per consuetudine, aderire ad un’opinione in forza della moltitudine di quelli che la professano”.(G.Bruno)

Il libero pensiero è una specie di maleficio mentale, un grosso pericolo per la società, un manifestarsi pernicioso delle idee che non sono riconducibili agli schemi tradizionalmente imposti e finalizzati ad un opportunismo tanto bieco quanto interiorizzato.

Un libero pensatore è un individuo talmente raro nella società contemporanea che quando se ne avvista uno lo si scambia per un qualunquista degenerato oppure uno che mina le fondamenta di una struttura (peraltro già di per sé  marcia), o un santo bevitore o, nella migliore delle ipotesi, un folle.

L’ostilità che scatena il libero pensiero in alcuni, coloro nei quali il processo di interiorizzazione delle regole è talmente radicato da essere quasi non più scardinabile, è spontanea; in altri, coloro che non hanno interiorizzato i processi ma sono convinti della necessità che lo status quo non debba essere scosso, è veicolata opportunamente.

La catena mercificata di reazioni ha spesso un effetto domino, l’approdo è scontato: la battaglia è combattuta sui numeri, inevitabilmente si soccombe (almeno in apparenza).

Le tattiche usate sono sempre le stesse (purtroppo funzionano): isolare il libero pensatore, ridicolizzare il suo pensiero, far avvalorare le proprie tesi da presunti esperti, fargli percepire la grandezza del potere che lo circonda e dire bugie come se fossero verità sacre.

Le basi sulle quali si struttura il pensiero codificato sono la generalizzazione, l’approccio di massa, il finto potere attribuito al singolo individuo, la possibilità di opinare per dare libero sfogo ad eventuali ribellioni ristagnanti, la volontà di potere e l’attribuzione a quest’ultimo di un positivismo vitale che in realtà porta solo ad un progressivo inaridimento e ad un delirio di onnipotenza(abbiamo esempi costanti di ciò nello svolgersi della politica attuale….e non solo ;) ), il culto dell’economia come unica gratificazione delle pulsioni sociali.

Ma il libero pensiero è anche creativo e quindi ha la capacità di porre in essere molte risorse nonché rinascere fenicemente (nel senso di fenice) e trasmettersi per elezione(nel senso di prescelti) e poiché quasi sempre esso non ha un posto nel presente ma nel futuro, sarà la sua postumità a renderlo immortale.

“La vitalità di una cultura non dipende tanto dalle sue speranze e dalla sua storia, quanto dalla sua capacità di covare volentieri le forze divine e demoniache delle Idee” (J.Hillman)

~ di Margot on 15 Maggio 2011. Tagged: , , , , , ,

27 Risposte to “Il libero pensiero nasce irrimediabilmente postumo ed incompreso ( ma bisogna farsene una ragione e continuare ad agirlo)”

  1. Rex :D paura eh???!!!!!!

  2. Un lombrico? :D :D
    No, sono io che decido sulla mia reincarnazione mia cara Margot…. Essendo questo un mio “libero pensiero”!

    :)

  3. Ciao Margot, come và, sei rientrata? tutto bene?…
    hai mail…

  4. Non è vero..io sono il più libero pensatore…di tutti..altro che Giordano..la tenia Sartre come lo chiamava Celine..e financo…margot…quando sono entrato ho letto che si era arrivati al commento numero 23…e ho pensato buko di culo…AH LA NUMEROLOGIA delle tombole…altro che la mia adorata kabbalà

  5. come sempre riesci a trovare uno snodo fondamentale del discorso Stella :)

  6. Sai cosa penso?
    No, non lo sai se io non ti dico ciò che penso.
    Chissà quanti liberi pensieri se ne stanno racchiusi nelle menti comuni all’insaputa dei sapienti e dei potenti.
    Quindi si può pensare, pensare … pensieri liberi come l’aria, ma se poi non si riesce a comunicare, a condividere, a farsi capire diventa tutto un non senso.
    Ma se ci si abitua a pensare non si riesce a smettere, e questo è bene .
    un saluto
    :)

  7. salus magister Aldus :)

    mi sono resa conto che la chiusa finale poteva dare addito all’interpretazione che l’intero scritto fosse di Hillman (bontà tua)
    in realtà solo le ultime due righe che ho provveduto a virgolettare sono una sua citazione, il resto è mio…

    anyway…direi che il relativamente vero è sempre un momento del relativamente falso, lo trovo più corretto e questo vale per tutte le epoche.
    è arduo per il contemporaneo, se non impossibile, sentenziare sul pensiero dei posteri (ipse dixit ai posteri l’ardua sentenza e il personaggio a cui si riferiva non era uno qualsiasi)

    per dirla col tuo amato Céline “Perché nel cervello d’un coglione il pensiero faccia un giro, bisogna che gli capitino un sacco di cose e di molto crudeli.”

    ogni tua visita è motivo di gioia per me

  8. e infatti Mari…la tua riflessione ha preso la strada più giusta

    Nino…dovere e grazie a te della tua stima

    ok Giordano…oni soit qui male y pense

  9. D’accordo con Hilmann salvo quando, sempre a proposito del libero pensiero, afferma che sarà la sua postumità a renderlo immortale. Se ciò è accaduto fino a pochi anni fa, l’oggi in cui viviamo è talmente denso, quatitativamente, di liberi e contro/liberi pensatori, che sarà molto arduo, per non dire impossibile, per i posteri separare l’inestricabile groviglio tra vero e falso, crudo e cotto, positivo e negativo & via discorrendo. Cèline, riferendosi agli allora celebri soloni che gli sbarravano la strada, disse che erano solo massi che gli ingombravano il binario. Diciamo che questi “massi” potevano essere identificati in una diecina di scrittori e intellettuali avversari di Celine, tra i quali lo stesso Sartre del quale le ultime generazioni ricordano a mala pena il nome, mentre di tutti gli altri si è persa la memoria, in favore di quella trionfante di Cèline. Ma oggi, come mi faceva notare anni addietro Vincenzo Sparagna, questi massi sono stati sostituiti da una sorta di puliviscolo che annebbierà la vista dei posteri, rendendo impossibile, più che arduo, ristabilire i termini di qualsiasi giudizio. E ciò, secondo me, non vale soltanto per l’arte e la cultura, ma per qualunque aspetto della vita di oggi. Si pensi, per fare soltanto un esempio, cosa potranno capire gli storici futuri delle stragi o di certi attentati così/detti terroristici, quando persino noi, costretti a vivere in un momento storico in cui, come affermava Guy Debord, il vero è un monento del falso…

  10. Margot, per la cronaca quel commento che ho cancellato diceva che il blog faceva schifo. penso si riferisse al mio, ma dato che era firmato Giordano, pareva che si riferisse al tuo… ma non parliamone più. era senz’altro un invidioso rompiballe… :-)

  11. lux non cerco alleati, nè squadre,
    (per qualsiasi mia esigenza
    ho sempre provveduto da solo senza darmi fretta,
    continuo e continuerò cosi)
    mi rservo quindi anche la possibilità
    di commentare dove e quando voglio,
    di accettare o meno – autonomamente – eventuali commenti
    nel mio spazio,
    di avere le mie preferenze…
    per le visite mi affido,
    e da un bel pò, ai motori di ricerca…
    per una questione di tempo
    frequento pochi blog come ho sempre fatto…
    mi soffermo – se possibile – sulle tematiche e problematiche di
    quelli che gradisco e dove sono gradito…

    Margot grazie per la ricambiata opinione…

    un saluto…

  12. ciao margot,
    mi piace camminatrice perchè combatto la mia guerra contro il colesterolo con lunghe camminate che mettono in moto anche il mio cervello. quando c’è una questione interessante diventa un po’ un chiodo fisso e anche stassera il mio chiodo è stato il pensiero libero.
    ho capito una cosa: il pensiero libero non è il pensiero "giusto" e non ce n’è uno più giusto di altri, il pensiero è libero quando scaturisce dalla consapevolezza di sè e delle proprie scelte anche se non coincide con il sentire comune, con la mentalità corrente o con qualunque potere. il pensiero è libero se lo si esercita in libertà rispettando la libertà degli altri di pensare diversamente, solo così si evita l’integralismo e qualunque tipo di crociata. io posso pensare liberamente anche pensando pensieri sbagliati, ed è un mio diritto, anche se questo comporta conflitti di cui mi giunge una lontana eco.
    continuo a riflettere.

  13. ciao Lux, benvenuta :)

    un vaffanculo nel web ma anche nella vita se dato giustamente può essere solo una soddisfazione

    nella mia vita, reale e virtuale, sono abituata a tagliare i rami secchi, dopo aver dato un miliardo di possibilità e non senza soffrirne, ma una volta attuata la potatura l’albero cresce più forte e rigoglioso di prima.

    in effetti i riferimenti sono voluti e non casuali e credo tu abbia capito giusto ;)
    qualcosa delle tue vicende, inevitabilmente, ho seguito anche io…. sai, la piattaforma è piccola, la gente mormora ;)

    Non mi sostituisco a Nino per eventuali risposte, ma posso affermare che di persone schiette,leali e non ipocrite, come lui in giro ce ne sono veramente poche.
    un saluto

  14. Ale…nella mia totale immodestia direi…fabrizio de andrè, giordano bruno e margot croce
    e crepi l’avarizia… miaaaaaooooooooooooooo
    kisskiss ;)

  15. carissima Mariangela, tu sei una persona pura e adamantina, una camminatrice curiosa e attenta che si arricchisce attraverso gli altri con umiltà ed altrettanta umiltà elargisce il suo pensiero stimolante, questa premessa non per lusinga ma per dare a Mariangela ciò che è di Mariangela.
    I dubbi che ti poni sono i dubbi che portano il saggio al confronto e se si hanno è già un grande passo verso la conoscenza…
    anyway… il libero pensiero è, innanzitutto, per me, la possibilità di esprimersi senza remore vincolanti, senza inibizioni nei confronti del potere, senza tornaconti fuorvianti, senza assoggettamenti; la ricerca della verità è il secondo passaggio del libero pensiero, l’aletheia che si contrappone alla doxa sono due concetti da rielaborare, l’aletheia è la verità che si disvela e si può disvelare solo a chi fa del puro pensiero uno strumento in onestà intellettuale, obbietività e coscienza, la doxa è corruttibile perchè subisce le infiltrazione del sentito dire, del mi pare, del mi conviene….

    il puntodi snodo della nostra contemporaneità qual’è? è che non si riusce più a concepire un pensiero disinteressato e quando lo si vede agito non lo si riconosce come tale ma appare come un virus che rischia di invaderci e farci ammalare e quindi si reagisce aggredendolo

    un abbraccio :)

  16. Credo che un vero libero pensatore non si senta mai isolato o ridicolizzato, degli esperti se ne frega, il potere (quale?) e sbugiarda sulla base di fatti e non pensieri, congetture e allusioni.
    Personalmente in rete non ho pietà più di nessuno, ribatto e me ne frego. Quanto può valere un vaffanculo o una cancellazone di una persona che non ti conosce?
    Forse ho capito a cosa ti riferisci, forse. Che falso vittimismo in giro.

    Permettimi di rivolgermi a Nino
    Sono d’accordo con i tuoi interventi!

    Non partirmi in quarta perchè ti ho rivolto la parola, credo di aver capito che dopo un po’ di tempo hai capito, forse. :)

    Un saluto a tutti

  17. bello questo contenitore mai vuoto. si conface bene alla dispersione di cui devo godere. forse non è un caso giordano bruno e de andrè assieme? le nuova città si dovrebbero costruire partendo da questo genere di blog
    kiss, Ale

  18. cos’è il libero pensiero?
    quali sono i requisiti del pensiero libero?
    basta che sia in contrapposizione o in conflitto con il sentire corrente per essere libero?
    io mi sento una persona libera perchè faccio le cose in cui credo e discuto quelle di cui non sono convinta, però mi chiedo: e se le mie convinzioni fossero fondate su un presupposto sbagliato e la mia libertà fosse fasulla? esiste una discriminante che rende libero il pensiero?
    sicuramente la conoscenza è una condizione della libertà,
    ma cosa bisogna conoscere per essere liberi? io mi sento tanto ignorante eppure mi sento anche tanto libera, forse la libertà non dipende tanto dalla quantità delle cose che si conoscono ma dalla loro qualità.
    continuerò a riflettere.

  19. ma certo Dom…tutto il tempo che vuoi!!! vieni con me sulla cattiva strada

    ovviamente il mio incipit era una provocazione ;)
    il tuo primo assunto condivide questo incipit e sottolinea la quasi impossibilità al cambiamento, ma per me, donchisciottesca inveterata, c’è sempre una possibilità, anche se postuma

    ti aspetto per la seconda analisi

  20. Cara M. con questo tuo intervento sul “libero pensiero”, apri una discussione che credo non debba avere limiti di tempo. Converrai con me che è talmente vasto il campo in cui tu cosi gentilmente ci fai entrare che almeno questo, la libertà di tempo la dovremmo dare non come “libera”, ma come assolutamente “libera”, dunque non coercizzato dai tempi “umani” o meglio dai tempi dettati dai blog. Or dunque vorrei analizzare, passo passo il tuo scritto, cercando di capire e se non riesco, ti prego aiutami quello che volevi dire. Quando scrivi che “ Il libero pensiero è una specie di maleficio mentale, un grosso pericolo per la società, un manifestarsi pernicioso delle idee che non sono riconducibili agli schemi tradizionalmente imposti e finalizzati ad un opportunismo tanto bieco quanto interiorizzato.” Credo che tu abbia ragione, condivido la tua frase sul maleficio mentale se tu lo indichi però, come una chiave per aprire le porte della libertà, sia individuale sia delle genti. Solo un “malato di mente” potrebbe andare contro le idee costituite, contro il modo di fare e di pensare delle masse o del potere. In altre parole siamo quasi all’ “Elogio della Follia”. Si è per sua natura un grosso pericolo per la società, sia quella delle genti comuni, sia quella del potere. Immagina cara M. una piacevole donna del “popolo”, intenta nella lettura mattutina, intorno alle 05.00, 06.00, mentre si reca al lavoro, degli ultimi fatti mondiali, il matrimonio di Tizio, il lato B di Sempronia e gli ultimi scandali politici o la manovra finanziaria in atto, benne improvvisamente un “venticello” gli fa conoscere la sua natura, di donna e di “schiava”, questo la renderebbe incavolata nera o forse una persona pronta al suicidio. Chiaramente se in quella testa il “Libero Pensiero” abbia almeno un piccolo spazio. Oppure ad una società che renda tutto trasparente, vivibile, umano. Dove la parola “Profitto”, significhi solo, nel senso latino “andare oltre”. Dove la categoria linnea sia per tutti una sola, razza umana. Solo una società di “pazzi” accetterebbe tutto questo, un essere uguali e liberi in un libero pensiero, non pernicioso, ma fausto e poetico. Basta, per ora, sto fondendo . . . stupenda come al solito la scelta musicale.

  21. ciao Giordano :) niente casino.. ho capito
    il cialtrone che afferma cose evidentemetne false non è un libero pensatore ma un mistificatore e sicuramente più che censurato dovrebbe essere sbuggiardato;)

    più tardi vengo a leggerti, ho visto che hai scritto un sacco di cosine interessanti

    il commetno sgradevole da te non ho letto.. ma era riferito a me?

  22. continuo a far danni… non mi riferivo al commento di nino, ma a quello con nome blog admin sottoposto a moderazione… (non è colpa mia se tiscali tende ad incasinare tutto! oppure no?)…

  23. cappero! sto facendo un casino… il commento che ho appena scritto sopra è da attribuirsi a me… Giordano (l’unico vero!)… un saluto e scusa se ti sto incasinando…
    :-) )

  24. ciao Margot,
    1 sul mio blog un tale si è fatto passare per me, spero che tu non abbia letto quel messaggio offensivo. adesso quel messaggio l’ho cancellato.
    2 il libero pensiero è sacrosanto. detesto la censura (tranne in un caso). se una cosa è vera perchè mai non si dovrebbe dire?! e se una cosa è frutto della fantasia idem…
    sono favorevole solo ad un tipo di censura: quella rispetto al falso. uno non può andare in televisione e dire che chernobyl, per esempio, ha fatto meno di cento morti! quel tipo dovrebbe pagarla cara…

  25. Margot,
    il modo migliore per fottersene è continuare con i propri
    interessi, e questo lo sai…
    un saluto….

  26. solo in rete Nino?
    io me ne fotto alla grande…. tu?

  27. Ciao Margot,
    in rete l’approccio tipico finalizzato a sottomettere
    prevede anche la chiamata in causa dell’amicizia e della buona educazione,
    “sei amico,” ti dicono – al primissimo scambio di battute- “devi obbedire, servire, accettare le nostre idiozie e bugie come pagine della bibbia…”