header image
 

L’incavo d’avambraccio su cui…(così tra noi)

ladamabianca - 3

L’incavo d’avambraccio su cui poggia il ricordo

(che poi tale non può,
piuttosto l’ombra del ricordo)

mi rende pelle amara,
miscuglio d’impossibile.

ladamabianca -2 Patisco gli anni vivendo in contumacia
e per essere viva talvolta scendo in armi,
ma il languido bagliore del tuo fuoco
risplende improvviso in lontananza
si piega lo sguardo in un ritardo atroce
inciampando nel tuo sorriso stanco.
Mi siedo e mi riempio di domande.

Ciò che non fu conserva l’ansia d’essere stato.
ladamabianca
Così tra noi.

~ di Margot on 29 Maggio 2011. Tagged: , ,

31 Risposte to “L’incavo d’avambraccio su cui…(così tra noi)”

  1. ti ho scoperta per caso…mi fai impazzire con quel rosa addosso…sogno la notte di possederti sul pavimento di cucina…dammi la tua mail per favore. ciao e grazie di esistere

  2. ;-) ))))))

  3. Aldo@
    in questa veste di scrittura vagamente milleriana ti sento proprio a tuo agio…su ciò che volevo dire oltre, ci farò un post, sui tuoi desideri onirici hai la mia comprensione, sui tuoi ricordi la mia ammirazione

    però ti comunico che domenica 12, oltre a votare per il referendum naturalmente SI, andrò all’inaugurazione del Burlesque store di Simona Sessa, ci saranno foto e un articoletto interessante

  4. ero già venuto ma ri/vengo qui con molto piacere… come mi piacerebbe poter tornare in un bel bordello d’antan… ce ne sono ancora pochi nel mondo… entro è c’è questa questa tua musica… tu mi vieni incontro così come sei vestita adesso e, sorridendomi, mi fai accomodare a un tavolino con l’abajour… fuori è notte e le finestre non sono chiuse… la casa è aperta, apertissima agli ospiti come me… mi siedo di fronte a una splendida creatura sui 40… una più giovane non farebbe per me… dopo una mezz’oretta vado in camera… un letto a baldacchino… lenzuola candide… una grande pala sul soffitto… fa caldo, molto caldo come quello che mi pervade sento … la prescelta è fantastica… dopo un’oretta esco… tu sei sempre lì e mi sorridi… mentre ti giri per offrirmi da bere ti guardo il culo… insieme decidiamo di saire in camera tua… mi è accaduta una cosa così a Salvadpor de Baia… una ventina d’anni fa… dopo essermi fatto una delle donne più attraenti e calde incontrate nella mia (ex) carriera di libertino… invece di andare in camera con una seconda preda che la maitresse mi proponeva, sono andato in camera di quest’ultima… ah que saudade… ah que nostalgia… mentre il tempo scorre e io rimango…

  5. ciao Rex :) grazie!!

    infatti pensavo ad un anno sabbatico in patagonia, sto mettendo da parte il gruzzoletto

  6. E allora bisogna cambiare, volare lontano, lasciarsi andare. Sposare quasta musica e partire.

    Sei bellissima.

    :)

  7. ah Giordà… hai usato lo zoom per guardà? ;) un pò di discrezione neh! ;)

    comunque non è così, stavo parlando e mi è stata scattata la foto, anche se non sembrerebbe non ero in posa, stavo solo dialogando

    per il resto nessun malinteso… ho capito perfettamente

  8. Alessandro L. :) benvenuto nel mio spazio

    tornerò sicuramente a leggerti
    un saluto

  9. Aldo_poetico (io ci spero sempre :) )

    la musica è di Enriquez Granados, Oriental, un compositore non abbastanza conosciuto e neanche molto prolifico ma sicuramente di talento.
    un abbraccio

  10. controcanto per Ricky

    Ecce Homo

    Amletico dubbio
    è l’esistenza
    sospesa
    tra l’essere e
    il non essere
    unico ponte
    che congiunge
    è il divenire,
    corda tesa
    su cui,
    funamboli,
    si cammina
    oscillatori sospesi
    sul vuoto della vita.

    Giungiamo a tappe
    dentro ai nostri sogni
    ma mai nel giusto tempo
    o prima o dopo
    smarrendo l’equilibrio del presente,
    quasi grotteschi
    a volte,
    pagliacci colorati
    o vestiti di grisaglie
    evochiamo sempre l’ora del trionfo
    mentre spesso
    una debacle ci attende.

  11. Ale(redghost)..capisco perfettamente la voglia di ricerca però ricordati sempre che quanto l’artista si chiude in un ermetismo troppo simbolico e immaginifico perde i contatti con il lettore.

    ora, se tu vuoi scrivere per te stesso il problema non si pone ma se vuoi che agli altri arrivi la tua arte è un errore, errore in cui tutti prima o poi cadiamo.
    è come se ad un certo punto ogni elemento che si pone a deposito del nostro substrato emotivo non avesse sufficiente linguaggio per codificarsi al mondo e, direi di più, in questa fase ciò che pensa il mondo ci lascia indifferenti, ma alla chiusura del cerchio ogni cosa riprende la giusta dimensione

  12. ps: sbaglio o nella foto… a me pare proprio che… hai messo la lingua di fuori per essere più sensuale?!?!!?

  13. ma figurati! semmai sono io che posso imparare molto da te (che hai un vocabolario decisamente più esteso del mio, e non solo per questo)…
    credo che tu abbia frainteso qualcosa di quello che ho detto… lodando il mio (del tutto presunto) fastoso passato da poeta non volevo certo sminuire i tuoi versi molto belli e toccanti. okay? chiariamo subito prima di fare la frittata…
    ciao.

  14. grazie per il commento
    ciao
    un abbraccio vienimi a trovare spesso sul mio blog
    mi fa piacere

  15. delizioso, deliziosa musica e tutto il resto

  16. Ma dai Margot!!!sono l’ultimo dei romantici…nato postumo ti dicevo che solo i sopravvissuti hanno memoria…amore..anima…cuore…preferisco corpo…ma ormai è violentata anche quella parola…bio-bio..energetici…sciamani…tutti lo vogliono scuotere…financo guarire…che bestialità!!!
    I viaggiatori guardano sottecchi
    pietà o disprezzo fa lo stesso

    siedo là stupito
    un pò eccitato

    chi ha notizie della notte
    chi misura la sua lunghezza

    la non esistenza
    è la nostra esistenza

    ripaarto
    rievoco
    ironizzo

    chiaro e illeggibile
    dicesti

    una lunga fedeltà
    a questa oscenità
    che gli altri chiamano
    vita.

  17. sono volutamente elusivo, quasi per ragioni di realismo…il filo c’è sempre, in effetti mi sto curando meno della comprensibilità anche se secondo me traspare sempre, sento la mia arte più libera cosi, come un haiku liberato da compromessi (era solo un gioco alla fine senza tante pretese artistiche, poteva essere tranquillamente una semplice battuta ma poi ha preso questa strada) mi ha fatto sorridere la cosa del teatro d’avanguardia..sono in procinto di scrivere una sceneggiatura teatrale, che se anche non sarà d’avanguardia sarà comunque di stampo sperimentale..
    bacio
    Ale

  18. visto che Riccardo non ama una poesia di anima, cuore e amore

    si viaggia a chilocalorie
    in certi sentimenti
    che turbano il metabolismo
    se è troppo si rischia di ingrassare
    se è poco si deperisce a vista

    offrimi pane e cioccolata
    con glassa di peperoncino
    la lingua te ne sarà grata
    e mi avrai con te tutta la vita.

  19. Ale…ti ho risposto da te credo in maniera esaustiva
    con l’haiku che mente mi hai fregato neh :)

    il rischio di snaturamento c’è, ma come ti ho già detto, sono i periodi come questo che portano a nuove fasi di consolidamento poetico.
    quando vuoi
    kissssssssss

  20. Mariangela… vedo che hai colto il senso del mio dire *;*

  21. sono curioso del tuo commento…l’ultima, insieme alla prima, sono quelle che ritengo più naturali, in termini di dialettica artistica, anche se sento che ci sono nuove strade che si stanno aprendo e per adesso sperimento, forse devo solo integrare, a volte sento il rischio di potermi snaturare ma potrebbe essere solo una questione di cognizione interna..ho letto adesso il tuo commento sull’haiku che mente..
    intanto un bacio

  22. cogliamo un’emozione e ognuno rielabora in modo personale,
    la sintesi dell’autore permette a chi accoglie la poesia di “dezippare” e raccogliere le emozioni più vicine al proprio vissuto.
    riccardo mi hai colpito, versi raffinati! ora capisco come ci imbrogli quando fai il dissacratore…

  23. Album di foto aperti
    come occhi sbarrati
    ci hanno fissati
    prima che il disamore
    non ci avvolgesse
    nel suo vano dolore

    tremanti,piagati
    ormai archiviati
    con una piccola storia
    che a volte torna inutile
    alla memoria

  24. Ti sento come una ferita
    non rimarginata

    un taglio sulla fronte

    ma non scacciarmi
    non restituirmi
    al morto mondo

    starò immerso in te
    finchè possibile
    senza afflizione o gioia.
    ……

  25. si sembra quasi matematico direi..in fondo è sperimentare la vita..e la totalità dell’animo umano..buono il piatto orientale a base di yin e yang

  26. è vero, Giordano, che le poesie sono emozione pura e vivono dell’attimo ed è anche vero che periodicamente si spegne la vena per poi ritornare più forte e rinnovata….

    se non fossi scevra da pregiudizi e immodesta quanto basta per capirti potrei definirti presuntuoso… ma non lo faccio ;) anzi spero vivamente che tu riesca ad insegnarmi qualcosa

    p.s. il bianco è uno dei miei colori preferiti (hai presente la definizione del bianco di Kandinsky nella sua teoria dei colori?)
    e sono bionda naturale e me ne vanto…e che solo le mediterrane ;)

  27. parto dal tuo ultimo commento: è verissimo, se il poeta non soffre quasi non è creativo…
    la poesia è molto bella e regala delle suggestioni che fanno languire in ricordi con qualcosa di inappagato e nostalgico…
    tuttavia mi trovo sempre in imbarazzo quando devo commentare una poesia, perchè le poesie sono prettamente emozioni allo stato puro, e quello devono essere…
    quando ancora non scrivevo in prosa con continuità (non mi era venuta questa malattia incontrollabile) anche io mi dilettavo molto con poesie e delle volte era come se fossi posseduto dal demone dell’ispirazione. alcune cose che scrissi le trovo ancora oggi molto belle (alcune incommensurabili! oh! ma quanto esagero!). però con il passare degli anni è come se avessi perso il mio "tocco" e non riesco più a spingermi verso quelle vette, ma questo perchè sono cambiato: prima ero una creatura soprattutto emozionale, ora sono più consapevole. inoltre credo che nelle stesse condizioni potrei, ora che il mio vocabolario è anche cresciuto, scrivere odi fors’anche migliori…
    ecco! che come al solito ho finito per parlare di me, ma che ci vuoi fare? io sono fatto così! ;-)

    ps: il bianco ti dona! a me le bionde in genere non piacciono però nel tuo caso… ciao!

  28. Ale…se il poeta non soffre non è creativo
    n’est pà mon ami?

  29. cara Mariangela la mia “competenza” è frutto di studio, lettura e passione per l’arte e un briciolo di curiosità permanente :)

    alla sintesi poetica ci sto arrivando, ancora non è proprio come voglio che sia, con un’esercitazione costante e un desiderio di superamento di sè.
    sono giunta alla conclusione che nel linguaggio contemporaneo necessita un impatto di lettura incisivo ma breve, una zippatura (consenti il termine) che permette la lettura e lascia a quelli che sono veramente interessati la facoltà di dezippare per scoprire i significati più nascosti e forse più interessanti.

    in ogni caso non hai niente da invidiarmi O:O
    ti abbraccio

  30. se non c’è trvaglio non c’è Margot

  31. sei certamente una persona poliedrica, ti conosco dai tuoi scritti e invidio un po’ la tua competenza in tanti campi, ti preferisco nella poesia perchè amo la sintesi e nei tuoi versi ogni parola è sintesi di emozioni, di sensazioni, di vita vissuta.
    leggo e rileggo questi versi e provo anch’io l’amarezza di ricordi indefiniti, mi sento anch’io spettatore o guerrigliero della vita, disillusa mi interrogo sulle occasioni perdute.
    non so se è questo il senso della tua poesia, ma credo che le poesie, come le idee, acquistino vita propria e chi legge può trovarvi cose sempre nuove.