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Chi viene, chi va…e NOI?

Raramente scrivo post a carattere politico, la politica è un argomento costantemente trattato in ogni salsa e da ogni categoria di persona, ciò non vuol dire che non me ne interessi o che non abbia pareri ben specifici in merito, solo che lo pongo nel quotidiano svolgersi sociale e io amo parlare di altri voli pindarici più confacenti ai miei gusti ed ai miei ideali.

 

In fondo anche questa volta non scriverò propriamente di politica ma piuttosto di pensiero.

 

La lasciata di Berlusconi, attesa e voluta da molti (me compresa), non può portare ad esultare come se fosse una vittoria.

Sono sempre stata contraria alla sua politica e in più articoli e spazi virtuali e reali l’ho affermato: il suo decadentismo ilare, tipico di un uomo sulla via del tramonto fisico che attua un giovanilismo feroce per non sentirsi mancare il terreno sotto i piedi, è stato di quanto più ridicolo il nostro paese abbia vissuto ed esportato, rafforzando la fama di antica data di una tipologia di italiano latin lover e playboy più per presa di posizione che per reale capacità ed esigenza.

Non penso che ci si debba votare alla castità, alla fedeltà e all’astensionismo compartecipativo sessualmente parlando, se uno ha delle pulsioni non le può annullare ma di certo le può vivere con discrezione e intimità, in specie quando la fama lo porta ad essere sotto la costante luce dei riflettori.

Nel caso di Berlusconi il testosterone è stato davvero galeotto visto che lo ha portato ad eccessi degni di una Roma imperiale, perpetrati attraverso la prostituzione e la corruzione, nonché l’assurda certezza della intoccabilità.

Ma aldilà di questo, per quello che mi riguarda, egli diventa veramente condannabile non quando esprime i suoi bisogni e i suoi apprezzamenti o deprezzamenti pesanti sull’universo femminile,  ma nel momento in cui antepone questi interessi ed altri ben più gravi, ad un minimo di agito che permetta all’Italia di  risollevarsi e camminare ad ogni ceto sociale.

Il suo disinteressamento a che  una sorte infausta (che se delineava con contorni sempre più foschi) fagocitasse l’intera nazione mentre lui gozzoviglia allegramente e si preoccupava unicamente del fatto che non fossero scoperte le sue astuzie sul filo della legalità ( e ne ho vissuta una in prima persona).

Ho ancora in mente e nelle orecchie la chioccia voce di Mariastella Gelmini, che difendeva l’opeato dell’ex premier anche quando era indifendibile, arroccandosi infantilmente su uno schema pedissequo che tutti, in un modo o nell’altro, recitavano a soggetto in ogni trasmissione televisiva.

Mi rimarrà un assillo…se la genuinità di queste difese a spada tratta da parte di tutto l’entourage  ministeriale sia stata reale o no….

Come su tutta le vicende ambiguamente controverse e faziosamente contrastanti… lasciamo ai posteri l’ardua sentenza e alla storia futura il compito di svelare arcani oggi impossibili da svelare.

 

Ciò detto ritengo che gioire  della caduta indecorosa di un nemico per quanto meritevole di caduta,  metta alla stregua del nemico stesso e quindi senza gioire, dico solo che avrebbe potuto uscire di scena quando era ancora all’apice del potere senza navigare quella deriva (umana, troppo umana) di chi non sa rinunciare a “valori” effimeri e mutevoli e ha bisogno di standing ovation continue per garantirsi l’autostima necessaria e la prosopopea di una unicità che non gli appartiene se non per autoincensamento.

Ora tutti inneggiamo a Mario Monti , che è già diventato super Mario…

La nostra nazione ha una strana peculiarità (in verità ne ha parecchi non proprio positive): creare miti e certezze dove non ci sono.

Si giudica un operato prima ancora che venga messo in opera, si creano aspettative inverosimili, muovendosi in una mondo harrypottiano, dove basta una formula magica per trovare soluzioni (è lo stesso errore che si è fatto con Berlusconi)

Di questo homo novus, so quello che ho letto in giro, laureato alla bocconi in economia, insegnante, cariche importanti a livello nazionale ed internazionale, capacità di tenere equilibri fra le parti.

Non esprimo né critiche né disappunto ma neanche esaltazione e sicurezze, aspetto semplicemente che si muova, che agisca, che faccia, che proceda, che s’industri, che si adoperi, che si ingegni, e, soprattutto, che lavori,

Che lavori non per aumentare il suo prestigio, il suo potere ma per fare stare bene una nazione in sofferenza, sempre più sconfortata dagli eventi,

che prenda dove c’è da prendere e non coi soliti sistemi che pure il più analfabeta dei contadini dell’entroterra appenninico metterebbe in atto, tanto sono di facile arrivo per racimolare soldi presto e subito.

 

Ma di cosa parla Monti? L’Italia è in difficoltà (gli italiani noooo?)  Si devono fare sacrifici, ci vuole uno sforzo comune, verrà ripristinata l’ici con l’aggiuntino degli incrementi dei valori catastatali (altra iniquità verso chi ha comprato e pagato con mutui capestro una casa per viverci e non per villeggiare) andare in pensione sempre più vecchi (questa tra tutte è l’aberrazione più disumana che abbia partorito la contemporaneità, come se il senso della nostra vita potesse condensarsi tutto in otto,dieci ore di un lavoro alienante ) riaumento dell’iva…riaumento dell’irpef… patrimoniale e qui si potrebbe anche dire era ora…ma quali saranno i patrimoni da tassare? (siamo proprio sicuri che si tasseranno i patrimoni dei detentori di ricchezza e potere, senza trovare un nuovo escamotage per il quale ciò che esce dalla porta rientra dalla finestra?)

Insomma nulla di nuovo sotto questo sole malato… crederò in qualcuno solo quando toglierà i privilegi a chi li detiene da sempre, nella fattispecie i politici (vergogna!!), sappiamo tutti cosa gira in rete nella informazione libera dai filtri mediatici, agevolazioni, diarie, vantaggi, favori verso personaggi che non solo non fanno un emerito cazzo ma spesso e volentieri non  sanno neanche di che si sta parlando e giacciono in nebbie cerebrali e culturali che una televisione di servizio scoperchia e manda in pasto all’opinione pubblica sempre più sconcertata.

 

Mi auguro, ogni volta, di essere smentita, quando faccio queste elucubrazioni catastrofiche, me lo auguro anche questa volta, più che mai.


                                    ——–Veritas filia temporis——-

~ di Margot on 14 Novembre 2011. Tagged: , , , , ,

18 Risposte to “Chi viene, chi va…e NOI?”

  1. a distanza di sette mesi le previsione più catastrofiche si sono rivelate tali….
    lo dico col profondo rammarico della speranza disattesa

  2. Vabbe, ma pure voi cosa pentredete? Diritti umani, condanna del razzismo, insomma, tutti problemi grandi. Troppo per un uomo piccolo piccolo come B.

  3. per quanto riguarda il salire sul carro dei vincitori è vero che sia uno sport nazionale, solo che fate male a citare coloro che lo avrebbero fatto il giorno delle dimissioni di b, se vedete il servizio su “servizio pubblico” si evince facilmente che quel sentimento era davvero sentito e liberatorio! tutt’altra cosa invece sono stati quei miserabili che (pagati da b) il giorno dopo hanno fatto una sparuta contro-manifestazione…
    è vero che gli esseri umani in questi secoli non si sono evoluti granchè (quanto avrebbero dovuto) nello spirito!

    ciao!;-)

  4. che bella sorpresa Drago la tua visita!!!
    non bisogna pensare che i poeti sono fuori dal mondo, tutt’altro, i poeti, come sempre, usano la luccicanza e vedono più degli altri:)

    sì, le rivoluzioni cominciano dal di dentro Drago, se lo capissero tutti non saremmo a questo sfacelo…
    oggi hanno dichiarato i compnenti del nuovo governo, tutti tecnici, va anche bene, se a questo tecnicismo affiancano un minimo di umanità.
    nell’ambito del mio lavoro sono solita redigere statische quotidiane di andamenti e produttività e mi viene sempre da ridere perchè penso che per chi legge un numero equivale ad un altro numero, per me che oltra stilare la statistica conosco uno per uno quei “numeri” ogni numero ha un valore che non è numerico ed è una variante di cui le statische non tengono conto….
    tu mi puoi comprendere meglio di chiunque altro Drago, dato la tua opera quotidiana nell’ambito di uno spirito in trasformazione e realizzazione di sè, l’olismo applicato vale anche per la politica.
    un caro saluto
    p.s ho traslocato senza grossi problemi ma ancora non ho ben guardato come funziona iobloggo

  5. Margot che scrive di politica…..questa non me la potevo perdere, lo stile è però inconfondibile eh eh eh, dici le cose che pensano in molti, me compreso, in modo incisivo, dritto al punto e con energia mascolina (!). Il Drago ha grande nostalgia della foresta di Robin Hood, della mitica exlalibur, per cui si ritira in meditazione ritenendo che la rivoluzione inizia dal di dentro e questi signori che pretendono di decidere le nostre sorti non sanno nemmeno dove si trovi il “dentro”.
    Un abbraccio e a ritrovarci su nuovi e vecchi spazi.

  6. Rex…sul presidente non entro in collisione e ti rimando alla citazione conclusiva del mio post: la verità è figlia del tempo
    ne ripareleremo tra qualche anno

    dalla politica, che non è una cosa serai ormai da anni, tolti gli ideali rimane l’ideologia, parola deturpata dagli avvenimenti visto che il suo significato etimologico è tutt’altro che negativo

    il nero come colore mi piace, sfina e dona fascino…ma rimane circoscritto lì :)

  7. grazie Claudio per le tue parole di stima ed apprezzamento, direi che è proprio la capacità di articolarsi correttamente e rispettosametne sui temi che dividono il valore aggiunto ai rapporti.
    non soppraffarsi e non escludere a prescindere le cose che l’altro ha da dire…
    un caro saluto :)

  8. Della politica è rimasta solo l’deologia, quella che si osannava nelle sedi di partito, dove più di qualche decennio fa molti di noi portavano la propria persona ad allargare la conoscenza. Dove non c’erano p.c. e telefonini che portavano “la” oggi perenne distrazione. Sedi dove il leader locale parlava del sociale come pane a merenda, dove ogni caffè e dolce fatto dalla nonna, manteneva svegli per preparare il comunicato da mandare “lì”.

    Oggi rimane il grande ricordo, il cuore dedicato, il tempo e la mia anima comunque “nera” come la notte più buia.

    Il resto sono solo chiacchiere morte.

    Oggi però mi sentoi di dire, se me lo “consenti”….

    “Lunga Vita al Presidente.”

    :)

  9. Grazie per la tua risposta, Margot. Si, ci conosciamo ormai da una decina d’anni e devo confessarti che me ne vanto. E’ un onore per me averti conosciuto e assaporare il gusto delle tue idee espresse in poesia e in prosa. Le tue idee, anche se diverse dalle mie, sono per me uno stimolo e perle pregevoli di cultura da mettere nella propria bisaccia. I nostri discorsi me li ricordo tutti e qualche volta mi hanno messo in discussione. Le mie idee sono quelle che mi hanno formato e, nel bene o nel male, mi hanno dato quella visione d’insieme e di sentimenti che non li ripudierò mai per non rinnegare chi ho sinceramente amato o lealmente apprezzato aldilà dei suoi difetti. Perchè, come sai, sono un grande estimatore dell’animo umano. Grazie sempre a te e ancora complimenti per qyesto tuo blog.

  10. non so se sia giusto votare comunque Nino, io non voto da anni, non voglio dare il mio avvallo ad un potere becero ed opportunista..

  11. Ciao Margot,
    nella certezza dell’intoccabilità
    sguazzano anche rappresentanti di altre classi,
    contitolari di altri poteri,
    non a caso li trovi spesso a flirtare con la politica…
    per gli italiani ancora interessati a votare sembra potersi
    generalizzare l’invito che montanelli rivolgeva anni fa ai suoi lettori: " turatevi il naso ma votate…( !? )"

  12. carissimo Claudio, su questo fronte sappiamo da tempo di avere opinioni diverse :) ma ti stimo troppo per non prendere nella dovuta considerazione il tuo commento.

    io non do mai giudizi morali, dovresti saperlo, saranno quasi dieci anni che ci conosciamo, i fatti parlano chiaro: LA CONDUZIONE DELL’AZIENDA ITALIA NON HA PORTATO UTILI MA DEBITI
    questo per rimanere su di un livello che è puramente tecnico.

    la classe, e tu lo sai bene perchè la esprimi, è d’obbligo in certe situazioni e qui di classe ne ho vista ben poca.
    ma a me non interessa questa parte di vissuto politico, l’ho anche detto che è la cosa meno dannosa per la nazione, forse più dannosa per lui stesso, è il delirio di onnipotenza che lascia perplessi…

    grazie per la visita :)

  13. Giordano impetuoso come sempre :)
    la politica non mi seduce…. solo che in certi momenti viene voglia di “urlare” il proprio pensiero in merito
    sul vecchio babbione non mi va di dire niente…troppo se ne è parlato
    …dopo vengo a leggerti ;)

  14. Naturalmente perdonerai gli errori di una battitura veloce.

  15. Dai Margot. Ogni faccia ha la sua maschera e talvolta ne ha tante. Non pensi che trovare sempre un capro espiatorio per le nostre viltà o debolezze sia un vizio dell’uomo e specialmente degli italiani? Molti si sentoni diversi di Berlusconi; e se lui rappresenta la negatività allora debbo dirti che di quella decadenza di cui parli tu riguardo la sua etica o la sua età morale o anagrafica, siamo tutti come lui o peggio di lui. Ma ciò se ci tagliamo anche noi le nostre maschere e ci guardiamo allo specchio con gli occhi di chi vorrebbe giudicarci lontani dal nostro cuore. La tua elucrubazione non mi poteva lasciare indifferente per non reiterare la stima che ho di te come donna e come intellettuale. Un baciuzzo.

  16. benvenuto Sergio :)

    l’aggregazione positivia su piccola e su larga scala è un traguardo quasi irragiungibile per come sono strutturate le società contemporanee di ogni nazione, l’Italia, o meglio gli italiani, in modo parrticolare, essi sono umorali e influenzabili dai tempi dei tempi e, dici bene. pronti a salire sul carro del vicintore, salvo poi espternera il pollice verso alla prima occasione e per motivi svariati.

    l’umanità negli ultimi due secoli si è evoluta nella materia ma non nello spirito e questo rende impossibile la capacità di vedere un fine che sia un bene comune non come una forzatura ma come uno sbocco naturale degli eventi.
    non abbiamo più bisogno di rivoluzioni industriali o informatiche o scientifiche ma di rivoluzioni spirituali che strbaltino la visione delle cose non per creare vincitori e vinti, ma per vivere meglio tutti.

    se ci rifletti un momento, quando si riceve una gentilezza ci sembra così strano che si diventa subito sospettosi… specchio dei tempi

  17. mi hai sorpreso! non credevo che ti saresti fatta “sedurre” anche tu dalla politica!;-)
    anche io non esulto affatto:
    1 perchè berluscopi sarà tra le palle ancora per un annetto…
    2 perchè b ancora non si è disintegrato…
    3 perchè conosco gli invotabili tipi del pd…
    4 perchè la classe politica italiana è quasi tutta marcia (cioè non è vero che sia il contrario, che ci siano poche mele marce che rovinino l’immagine di tutto gli altri. no, fanno davvero schifo, e molto più di quanto si creda!)
    5 perchè già sono certo che ciò che farà monti al massimo sarà quello che avrebbe fatto prodi, cioè sarà insoddisfacente ed iniquo, come sempre…

    sul mio blog in questi giorni esprimo i medesimi concetti…

    “legalizzare la mafia sarà la regola del duemila… sarà il carisma di mastrolindo a organizzare la vita…”

  18. Ero venuto sul tuo blog per ringraziarti per il commento, poi ho letto il tuo articolo e ne sono rimasto affascinato, probabilmente perchè ne condivido ogni parola. Acute e profonde considerazioni Margot! Aggiungerei solo due cose: la prima è che siamo ancora un popolo (ma siamo veramente un popolo?) con il culto dell’Uomo Forte, la seconda che soffriamo ancora del complesso (a mio avviso, infame e vergognoso) di piazzale Loreto. Non condivido e disprezzo le manifestazioni (fortunatamente incruente) di fischi, insulti, sputi e lancio di monetine di una folla miserabile nei confronti del perdente fino a un attimo prima osannato. Una folla pronta ad aggregarsi subito al carro del vincitore. Sì, l’Italia è stata fatta ma gli italiani… si devono ancora fare.