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Come si fa una rivoluzione?

Come si fa una rivoluzione?

 

Ardua risposta oppure scontata, a seconda dei punti di vista.

Personalmente credo che una vera rivoluzione, che crei un equilibrio giusto, stabile e duraturo, si possa fare soltanto attraverso un radicale cambiamento della forma  mentis individuale che porti non solo al consolidamento del rispetto verso l’altro da sé ma anche una reale e concreta partecipazione al cambiamento, senza che esso venga demandato ad un leader o ad un gruppo.

 

Il bisogno di avere un “capo” è esso stesso un falso bisogno. La struttura sociale va puntellata come la catena del dna, ogni cellula deve apportare il suo patrimonio essenziale per la formazione dell’essere unico che si andrà componendo.

Ognuno per sua parte apporta il talento di cui dispone che è, non solo il massimo apporto di cui dispone, ma anche la realizzazione della sua caratteristica natale e, pertanto, uno sbocco naturale, creativo e produttivo, che non può che concretizzarsi in beneficio per sé e per gli altri.

 

Non sto parlando di omologazione, tutt’altro. Parlo di realizzazione individuale in un tessuto sociale favorevole alla crescita collettiva, dove il bisogno di prevaricazione viene automaticamente annullato da questa realizzazione.

Sono concetti semplici perché “naturali”, ed è proprio l’allontanamento dalla natura che ha portato

a questa involuzione collettiva ufficializzata dal potere a suo uso e consumo.

 

Io non ho bisogno di capi ma di Maestri. Ognuno può essere Maestro per ciò che sa naturalmente o che ha acquisito a sua volta da altri Maestri. Il codice genetico della sopravvivenza è proprio legato a questi mutamenti e aggiustamenti per una crescita benefica e interattiva.

 

Ora noi abbiamo cellule impazzite nel genoma collettivo. Cellule impazzite che sono diventate autolesioniste per sé stesse e per il sistema stessa. Cellule che non si rendono conto di corrodere e divorare con la loro macrocrescita innaturale, l’ambiente circostante.

La classe politica attuale, dai parlamentari alle sedi locali, è ormai in balia di queste cellule impazzite che li spingono a divorare senza essere mai sazi. Acquisiscono danaro e potere perpetuando una eredità al maleficio di cui non hanno consapevolezza e che tendono a giustificare come diritto acquisito e non come privilegio rubato per cui si sentono tutti innocenti se non benefattori..

Le loro menti riescono a partorire meccanismi legalizzati che stuprano quotidianamente chi persegue il proprio cammino naturale affamandolo e indebolendolo fino alla sopraffazione.

Il meccanismo ha una sua perversione intrinseca: si autogiustifica.

Non si sentono colpevoli, pur soggetti ad una coazione a ripetere parafilliaca che ha sostituito i loro talenti naturali, essi vivono come necessario ogni atto che porta  pinguedine rassicurante al loro ego corrotto e al loro conto in banca, il totem, il feticcio che idolatrano è la ricchezza fine a sé stessa e il potere che ne scaturisce che, a sua volta. È anche scaturigine.

 

Se si analizzano i provvedimenti messi in atto per la risoluzione del momento di crisi globale che si sta vivendo, salta all’occhio una quasi infantile strategia di “gioco” : occulto il prendere per me attraverso una azione di disturbo dove ti faccio credere che è necessario per il tuo futuro.

In questo modo arraffo e ti illudo tanto da inibire la tua reazione.

 

Oh tempora! Oh mores !

 

Chi meno ha più dia, chi più ha, più prenda: l’ imperativo categorico del governo italiano

Sembra di stare dentro ad un incubo kafkiano e non in una nazione civile, politici corrotti che rubano a piene mani e cittadini perseguitati con oneri e gabelle di ogni tipo.

Ora abbiamo toccato proprio il fondo: con l’ultimo “ritocchino” alla sanità hanno addirittura levato la possibilità ai malati cronici di avere i farmaci costosi di cui fanno uso quotidiano!!!

Questa è l’ultima delle bravata del governo italia, pressappochista e magnamagna.
una messa in opera di smembramento sistematico di uno strato sociale dei molti a favore di una oligarchia avida e senza scrupoli.
Chi meno ha più dia chi più ha più prenda: è questo il loro imperativo categoric.

La rabbia tracima assieme ad un senso di impotenza. Le palesi ingiustizie a cui dobbiamo assoggettarci ogni giorno ledono la dignità di cittadini e di uomini.

Scandali e corruzione, corruzione e scandali. E intorno furbi compiacenti a coprire la merda che ci sta sommergendo e ci sta togliendo il fiato.

Beatus enim nemo dici potest extra veritatem proiectus (L.A.Seneca)

Girovangando con lo sguardo nella mia libreria mi è ricapitato tra le mani un testo di Occer, Gheirtraam Occer, il filosofo svedese che si interessò di svariate argomentazioni ma in particolare fece studi filosofico-esoterici su alcuni parallelismi tra la preghiera, la maledizione, l’evocazione e l’invocazione.

Egli riporta varie casistiche di comportamento in situazioni che propongono eventi di emanazioni di energie negative da parte di soggetti segnati da una sorta di coazione nell’agito, e  seguono una specie di urdoxa personale che le porta ad uno stadio di proiezione ipertestuale ucronico, dove si favoleggia assimilando l’ìmmaginazione alla realtà. Questa ucronia si concretizza nella reificazione della proiezione virtuale la quale, nel ristretto ambito cerebrale in cui si svolgono i processi di codesti soggetti, comincia ad assumere forme e caratteristiche che il soggetto negativamente emanante, vuole che assuma.

È una proiezione lucidamente stocastica che forma una gestalt senza via d’uscita.

Il vero problema si crea quando questa ucronia si “estroietta” sull’alterità fino allo stabilirsi di una dimensione ossessiva e parossistica e si manifesta in forme evocative ed oranti.

Per salvarsi dalle emanazioni negative di simili soggetti, Occer ha identificato,in un antico libro risalente al IV secolo a.c. che lui attribuisco ad un’opera di Ermete Trismegisto non inserita nel Corpus ermeticum,  una formula di protezione a rimbalzo che serve da scudo reversum et potentior.  

Come sempre queste preghiere vengono lasciate in lingua originale nei testi, ma questa volta esiste anche una versione in latino dalla quale ho potuto fare la traduzione in italiano senza disturbare il mio amico svedese

riporto qui di seguito tutte e tre le versioni….

 

Vad gjorde du med andra kommer att returneras av
allt tillbaka till dig samma spel som du
Var försiktig med vad du säger och vad du tycker
från en källa korrupt smutsigt vatten rinner
den rosa röta i vattnet våtmark
verkar hon indränkt i lera
och skumma lera.
Vad var en blomma
Förvandlas till fruktansvärda spindel
Ljuset skydda mig
Från utseendet helvetiska
Spegeln i själen rent vitt
Hänvisar till styggelse på sin spegelbild

 

A quid alii faciant
Vestibulum ut omnia ad ipsius te
Cave quid dicis, quid censeas;
a fonte corrupta immundam aquam influit
in rosea putrescat in aqua paludis
videtur illa tincta in lutum
 atque feda luto.
Quid erat flos
Transmutantur horribilia aranea
Lucem protegas me
Ex aspectu tartareum,
Speculum animae albis
Remittat abominationem in illam reflexionem

 

ciò che hai fatto agli altri ti venga restituito dagli dei

rimando ogni cosa partita da te a te medesimo

attento a ciò che dici e ciò che pensi

da una fonte corrotta defluisce acqua sporca

la rosa marcisce nell’acqua paludosa

parrebbe ella imbevuta di melma

e di torbido fango.

Ciò che era un fiore

Trasmuta in orribile ragno

La luce mi protegga

Dallo sguardo infernale

Lo specchio candido dell’anima pura

Rimandi l’abominio al suo riflesso

 

 

Concludo rimandando all’intimo significato che si evince dal pensiero di Seneca che fa da titolo al post:

Nessuno si può dire felice se agisce e pensa fuori dal vero

Miss PinUp2012 -FIERA VINTAGE FORLI’- domenica 23 settembre

Ecco i giurati di Miss Pin Up

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Finalmente i nomi dei giurati di Miss Pin Up 2012: cinque donne ed un uomo di   successo. Una giuria al femminile per giudicare le nostre 13 candidate.

Nicoletta Pelinga, avvocato e burlesquer

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E’ la Presidente di giuria. Avvocato penalista di giorno tra i più affermati delle Marche si divide tra la sua attività by day e quella by night. E’ infatti una Star del Burlesque marchigiano.Fa parte della Pin Up del 2000 Agency di Simona Sessa ed è una delle artiste di spicco.

Gilberto Tedaldi, Presidente di Romagna Fiere

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E’ il Presidente di Romagna Fiere, l’ente che organizza fiere e congressi più noto d’Italia e dell’Emilia.
E’ un uomo impegnato e molto attento al vintage ed il retrò.La Fiera Vintage di Forlì è ormai una delle più conosciute d’Italia ed in termini di affluenza la più visitata.

Simona Sessa, organizzatrice di Miss Pin Up

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E’ la 1a Pin Up d’Italia e promotrice del Pin Up Style in Italia.
Imprenditrice, talent scout, scrittrice, blogger  ha creato la 1a Scuola di Pin Up d’Italia e l’agency per donne curvy, Pin Up e Burlesquer intitolata “Pin Up del 2000″.Da sempre attenta alla bellezza curvy combatte a colpi di curve la sua battaglia conytro la magrezza eccessiva veicolata dalla società odierna.odierna. 


Lucia Galati, fotografa glamour ed artista

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Lucia Galati è una nota fotografa glamour e dark style nonchè artista di fama nazionale.Da sempre attenta ad i fenomeni di costume e tendenza femminile nell’ultimo periodo si sta appassionando al mondo delle Pin Up ed all’universo della vulcanica Simona Sessa.La sua partecipazione come fotografa alle serate Pin Up e Burlesque è sempre una esperienza unica e suggestiva.

I suoi scatti ricalcano alla perfezione il mondo Pin Up e Burlesque e tutte le sue sfumature.


Vanille Bon Bon, Burlesquer professionista

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E’ una delle Burlesquer più affermate in Italia ed inizia a farsi apprezzare anche all’estero.
Ha mosso i suoi primi passi presso la Pin Up del 2000 School con la Sessa ed è riuscita a farsi apprezzare da tantissimi spettatori per il suo stile elegante, scherzoso e retrò.
Tra i tanti party che ha animato: le feste Vogue, il Festival Burlsque di Ancona dell’estate 2011. Ad Ottobre sarà al Festival “Lindau Burlesque Award” .

Margot Croce, poetessa e scrittrice curvy

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Biondissima, occhi azzurri come il cielo e pelle di luna. Il suo stile è tutto Pin Up ma nella vita è una scrittrice curvy ed una potessa di talento.Una intellettuale con i tacchi a spillo e rossetto rosso. Morbida e burrosa: è una donna sexy e “terribilmente” istruita.
 
Curve  & cervello: binomio perfetto!

invecchio…

Video importato

YouTube Direktaudiopoesia

 

Dove appare una bella donna… tutto ciò che l’uomo ha di meglio e di peggio balza per portarle omaggio o per oltraggiarla con invidia. ( Paolo Mantegazza)

Ci sono persone che nascono votate alla cattiveria, la sentono muoversi dentro come un serpente a sonagli, la vivono come una spinta propulsiva al male, e poiché non è mai facile accettare questo lato di sé, questa ombra lunga che nasconde covi di aspidi velenose, tentano in tutti i modi di non farla trasparire. Si ammantano di santità, si ornano di buoni sentimenti, si travestono da timorati di dio,  e cercano di scovare il male negli altri, in quelle persone limpide e trasparenti che vivono sanamente i conflitti interiori, che fanno del dubbio un atto di misericordia verso il prossimo, che plasmano la loro vita sulle proprie esigenze e necessità, che guardano gli altri senza pregiudizi e senza preconcetti, che accettano le debolezze come aspetto della propria umanità.

 

Queste persone sono diaboliche. Hanno la capacità di covare rancori ammantandoli di buonismo e gettano la loro ombra come una cappa venefica su chiunque  si incontri sulla propria strada che al loro sguardo risulta essere più fortunato di loro. L’invidia sboccia in loro come una pianta malefica, si innesta irrazionalmente nel loro cervello e cresce e matura a dismisura e senza regola fino a deflorare la mente e creare l’assoluto bisogno di esternarla per trovare pace. Si può dire che quasi sono costretti e manifestarla perché soffocati da essa. Questo diade emozionale sciagurata prolifera amplificandosi e rende inattivo ogni freno razionale al suo manifestarsi.

 

Come una sorta di Voldemort traslatano la loro malvagità e la espandono usando mezzi subdoli, infiorandola con una pseudo accettazione di sé e un deo gratia per ciò che fanno finta di avere. Sono persone destinate alla solitudine, insopportabili nella loro saccenza, trasformiste all’occasione, pronte ad abbracciare le cause e le situazioni che le favoriscono in qualche modo.

Chi gli sta vicino prima o poi se ne accorge e scappa via.

Anche il loro aspetto fisico ha qualcosa di diabolicamente disgustoso. Un sorriso stampato sardonico, ambiguo, luciferino, che sembra sussurrare, alla prima occasione ti inculo. Un naso paonazzo, imponente, come una montagna che divide due porte dell’inferno. Uno sguardo equivoco, bieco, infido, sibillino. Carico di promesse negative, di oscuri presagi agiti nella propria lugubre interiorità. Due orecchie che sembrano dei radar pronti a captare il bersaglio dove colpire per sfamare quella fame e quella sete di ferire per gratificare la loro anfibola santità.

Chi ha la disgrazia di condividere un passaggio di vita con questi individui e cade nella loro rete di pietismi transgenici, quando riesce ad allontanarsene avverte come un senso di liberazione, di scampato pericolo, di libertà conquistata.

Esse hanno di abitudine la parzializzazione del prossimo. Nella loro vigliaccheria temperamentale sanno di non riuscire ad affrontare un presunto avversario in toto e allora ne colgono un aspetto, a volte quello più eclatante a volte quello che gli fa più comodo, spesso quello che gli permette di avere un seguito di assensi dai personaggi della sua stessa tipologia e da menti facilmente modellabili.

Si fingono immuni dal peccato e accentuano la messa in opera di uno stato di grazia inesistente, fingono una serenità che non provano manco lontanamente per rendere la loro invettiva frutto di una osservazione naturale piuttosto che una macchinazione demoniaca quale essa è.

Ma non hanno scampo. Le forze oscure che gli si aggrovigliano nel petto prima o poi si manifesteranno in modo eclatante e le porteranno a sprofondare nella loro stessa bassezza, precipiteranno in una rupe tarpea senza speranza più di nessuna appiglio proiettato dal loro sé livoroso.

 

Nella loro inesistente misericordia ignorano volutamente l’umanità che contraddistingue ogni individuo, umanità che rende ognuno di noi vittima degli eventi, con i problemi e le sofferenze a cui si deve far fronte. Attribuiscono alla vittima prescelta una vita da film partorito dal loro deviante e parafiliaco narcisismo castigato dalle fattezze disarmoniche , diventano registi di una macchinazione psicologica alla quale finiscono per credere.

Le fattezze somatiche sono l’impatto più immediato e forte. Esse sono le prime a subire oltraggi da una psiche siffatta.

Tralasciamo la disamina psico-sociale sulla valenza della bellezza, ma rimaniamo su uno scenario puramente emotivo.  Ciò che appare generalmente bello accende il macchinoso processo psicologico di questi individui. Soprattutto se riguarda il genere femminile, oggetto di consensi per eccellenza.

A distanza di millenni dal medioevo la bellezza fisica conturbante è ancora qualcosa che deve essere punita nella mente di questi elementi disturbati e insoddisfatti di sé.

A distanza di decine di anni  dall’emancipazione femminile una donna che ha consapevolezza della propria femminilità e non la nasconde deve essere additata come miseranda.

Che tristezza! Che amarezza!

In un’epoca dove le donne invecchiano bene, restano affascinanti fino a tarda età, grazie alle cure del corpo e all’andamento genetico evolutivo in generale, dove procreano oltre i 40, si marchia, chi queste caratteristiche le vive al meglio, come giovaniliste ad oltranza e si esalta una ruga, che su un viso devastato dalla cattiveria, è quasi un abbellimento.

La femminilità è un dono che ognuna di noi dovrebbe tenersi caro e coltivare amorevolmente come una pianta preziosa.  Essere in forma fa bene allo spirito,  un complimento può ravvivare una giornata no.

Il corpo non va penalizzato, è una componente del nostro essere, siamo anima e carne, intimamente e misteriosamente collegati. Le due parti non possono scindersi, non possono vivere l’una senza l’altra. Vanno rispettate ed amate entrambi. Non è la giovinezza o la bellezza che sono valori assoluti, ma l’armonia di questo composto che siamo, la sinergia tra gli elementi chimici e fisici, visibili e invisibili che ci compongono.

 

« La pia finzione secondo la quale il male non esiste lo rende soltanto vago, enorme e minaccioso. »

(Aleister Crowley)

 

“Forti sono quelle persone che non smettono mai di mettersi in discussione, che non arretrano dinanzi al rischio, che accettano la più grande di tutte le sfide, quella della adesione incondizionata ai propri valori interiori.
…il più grave tradimento è quello compiuto verso i nostri bisogni e desideri.”

(Aldo Carotenuto)

La favola del brutto anatroccolo che si è trasformato in rospo_ragno invece di cigno

Dalla raccolta di racconti: Qualcuno volò sul nido di vespe e ne rimase punto. Ogni riferimento a persona o cosa è puramente casuale neh!!!;)

UGUALE!!!!!!

C’era una volta un brutto anatroccolo… Povero brutto anatroccolo che non è mai diventato un cigno!! Ma non è colpa sua se la meschinità del nulla di cui è composta non le ha dato le opportunità che voleva.

Cesse si nasce e lo si diventa sempre di più quando un misero cervello rattoppato si aggrappa al banale di una vita ricamata sul nulla.

Dice che prova antipatia a pelle… chiamasi invidia marcia…. Non potrebbe essere diversamente.

Non dovrei sprecare il mio tempo nemmeno a rispondere, ma una svogliatura me la voglio togliere.

In questa piattaforma sono sempre stata investita da una valanga di invettive, me ne sono state dette di tutti i colori…cattiveria pura che mi è scivolata addosso come acqua fresca.

Questa rospa incompresa, regolarmente piantato in asso dal genere maschile (e lei stessa che lo racconta), questo incrocio fra un ragno e una padella, vomitante livore e ambizione letteraria da pulitura di culo, vuole confrontarsi dal suo basso paludoso e stagnante con una regina.

Dove si appiglia? Su quello che le brucia maggiormente, la mia avvenenza versus la sua bruttezza.

Come ebbi a dire già ad altro” illustre” personaggio che mi aggredì arbitrariamente in preda a fumi di cannabis ed alcol scadente,  la mia bellezza è un fatto naturale.

Ho i capelli naturalmente biondi e non di un colore stoppia bruciata con cagata di vacca, ho gli occhi naturalmente azzurri e non diarroico marrone con tendenza strabica, la mia bocca ha la carnosità delle fragole e non una linea serrata a matita, non ho una faccia da topo ma da gattina. Non nascondo i miei anni. Non mi sono rifatta in nessuna parte del corpo, parrà strano che la natura sia stata così generosa con me e così ingenerosa con lei.

Povera rospa illividita! Lotta tutti i giorni con il suo specchio, il quale cerca di girarsi dall’altro lato pur di non guardarla e siccome è una guerra persa per consolarsi scrive noiosi e banali andirivieni di un quotidiano all’insegna dello squallore, dove impera la più triste delle realtà: lei, microcosmo dell’insipido divenire di una vita vuota. Otre melmosa e paludosa dove rimescola tutti i suoi sentimenti negativi che quotidianamente la avvelenano fino a fare di me, una perfetta sconosciuta, un patema d’animo.

<strong>Consiglio visita psichiatrica immediata.</strong>

Chi mi conosce veramente sa benissimo che non mi rifugio nell’eterna giovinezza, che amo l’età che passa e che mi ha regalato non solo una bellezza matura e prorompente ma una sana consapevolezze del mio essere in toto, e soprattutto del mio essere donna, in tutte le sue forma. Da figlia a madre, da amica a sorella, da moglie ad amante, da zia a nonna….quando sarà nehJ

(E che altro vuoi che ti dica, piccola rospa_ragno insultata dalla vita, una così brutta non la imbruttiscono certo le rughe, più di così non si può!!!

Se ti fa male guardarmi, non mi guardare, ma soprattutto non mi pensare, che io di te non mi ricordavo nemmeno che esistessi..

Ovvio che sono venuta a leggere la merda che hai scritto, le malignità camminano da sole…

che tu  annaspassi nel blog e sulla faccia della terra era un pensiero che non mi sfiorava nemmeno, ho faticato anche a capire chi fossi.)

Strumentalizzare così i sentimenti è proprio il mezzo dei vili per eccellenza, farsi scudo del sentimento più nobile che esista al mondo, quello materno, per introdurre un argomento di bassezze morali e cerebrali vomitate a rigurgiti di bile. Che santità! Che donna esemplare! Un esseruccio rugoso e rattrappito, un topo bigio che si piange addosso e cerca di demandare agli altri le sue mancanze e le sue carenze.

Tutto questo livore per averti scritto un commento in cui, serenamente, le chiedevo se pensasse che la sua banalità quotidiana interessasse a qualcuno…

Vigliaccamente non ha risposto. Quelle come lei non combattono de visu il nemico, no, colpiscono alle spalle, appena possono. Rientra perfettamente nella sindrome del perdente. Se ne vieni fuori dopo mesi con la lingua di aspide e sparare merdate insensate su di me, illividita da una maligna coercizione interiore che le auguro  maceri e si espanda sulla sua bruttura fisica e morale.

Sparisci nella tua palude rospo gracidante, involuzione del genere femminile, stereotipo della moralità incancrenita e fintamente evoluta.

Sciòòò scioòòòò mostro, gallina. Mosca fastidiosa, zanzara velenosa scioòòòsiooooo

Non ti va giù proprio che io sia anche colta ed intelligente. E che balle con questa storia dei paroloni!!! Minchia!!! Questo almeno lo capisci? Non sono io che uso i paroloni ma tu che hai un vocabolario limitato alla lallazione!! Mondieux  che due coglioni!!! La lingua italiana possiede circa centocinquantamila vocaboli, sua rospità, si aggiorni!!! Ebbene sì, so scrivere, ho studiato, sono bella, ho fascino….

Mors tua vita mea

Ps. Nel gruppo da dove sei venuta via…ma guarda un po’…che facevi gracidavi?

E siccome mi sono rotta i maroni di stare dietro ai vostri outofmind, alla prima mossa del cazzo, passerò a vie legali e non a colpi di tastiera.

Ma va in mona…mostra!!!!

Last but non least…quanti anni pensi che abbia? Sicuramente meno di te…prrrrrrrrrrrrrrrrr (dicasi pernacchia…quella alla Edoardo per intenderci, hai presente? Ma che ti sto a dì, oltre al pollo in fricassea non vai ahhh.. un dubbio: lo sai cos’è la fricassea?

toh…sono generosa ti rendo edotta..guarda il video

ab alto speres alteri quod feceris,

reverto omnia res tibi,

cave quid dicis atque cogitas

Disamina etico_filosofica di Oremus maledictionem

Ho già trattato il tema esperito dal filosofo svedese Gheirtraam Occer riguardante la radice comune della preghiera e della maledizione, la riprendo in questa seconda disamina per conferire maggior compiutezza al concetto ed accentuare questa identità di scaturigine e di diversità di percorso finale.

Sia la preghiera che la maledizione nascono da un profondo scuotimento e una perturbazione dello spirito, entrambe si rivolgono ad una entità superiore chiedendo aiuto e appoggio per la realizzazione di ciò a cui si ambisce per bisogno, per sofferenza, per giustizia.

Infatti l’identità della maledizione non è, all’origine, collocabile in uno status maleficus, tutt’altro, essa nasce proprio dal subire aggressioni ingiuste volte a danneggiare il soggetto. Come tutte le cose nell’arco delle ere, si trasforma e diventa una chiamata demoniaca, un evento malefico, e si contrappone alla preghiera che invece rimane invocazione di un dio risolutore, una richiesta di grazia.

Un elemento ibrido che si colloca a metà tra la maledizione e le preghiere è il Malleus Maleficarum, testo che fu vangelo per il tribunale dell’inquisizione.

In questo testo si danno le istruzioni per il riconoscimento e la distruzione delle streghe, attraverso una serie di riti e conseguenti azioni da intraprendere, azioni, come è risaputo, tra le più crudeli che mente umana abbia partorito. Si arriva così a voler distruggere il male con azioni più malvagie del male stesso.

Questa metodologia si assomma sovrapponendosi fino ad annullare il presunto beneficio della distruzione del male con il produrre il male stesso attraverso l’agito di torture che non si possono descrivere senza rabbrividire. Una tautologia disconosciuta in cui tutto il male viene dal malvagio e giustifica l’artefice.

In questo spaccato di pensiero riporto la Oremus maledictionem contestualizza da Occer come tautologia nell’ambito di un agire malvagio istintivo conseguente ad una coercizione interiore ingovernabile.

La versione in lingua svedese è stata tradotta in latino e da lì, da me tradotta in italiano, dopo aver chiesto conferma dell’esattezza al mio caro amico svedese Enar, che saluto e ringrazio.

Iåt oss be för förbannelsen

Evil tillbaka till dig
exkrement
Och avskum universella
Deformitet av kroppen
Förknippas med missbildningar av anden
Det gör påtagliga ditt onda
Var undergiven makt
Modergudinnan, ljus harmoni och skönhet.
Smula ditt hjärta som en sten söndag
Och ett skikt av brand alla sväljer.
Läpparna är läpparna serrino
Den glömska glömska
Ensamhet i ensamhet
Materialet sönderdelas av kraften
Vatten.
“En man, en människa, och ängeln är en stor skillnad. ”

Malum redit ad te
stercus
Et spumas universalis
Deformitas corporis
Spiritus est cum vitia
Facit tangibile tua malum
Esse subiiciat potestatem
Mater dea, clara concordia et forma.
Fatiscit corde sicut a lapidem dominica
Et iacuit ignis omnes hirundines.
Ore sunt labia serrino
Oblivio oblivione
Solitudinem ad solitudinem
Materia dissolutum per potestatem
Aqua.
“Unus homo et angelus est magna differentia. ”

 

 

Male ritorni a te

Escremento

E feccia universale

La deformità del corpo

Si associa alla deformità dello spirito

E rende tangibile la tua malvagità

Sii sottomesso alla potenza della

Dea madre, luminosa di armonia e bellezza.

Si sgretoli il tuo cuore come pietra domenicale

E una falda di fuoco tutto l’inghiotta.

Le labbra si serrino alle labbra

L’oblio all’oblio

La solitudine alla solitudine

La materia disgregata dalla potenza

Dell’acqua.

“Tra l’uomo, l’essere umano, e l’angelo  c’è una grossa differenza. “

 

Rimane da definire se, eticamente, sia accettabile reagire con un principio chiamiamolo omeopatico,ad una esternazione di cattiveria applicata.

Ovviamente nell’ambito religioso cattolico-cristiano questa omeopatia non solo non ha una giustificazione ma è considerato anche riprovevole e condannabile.

Ma allora il Malleus maleficarum?

Nell’ambito sociale l’azione punitiva viene demandata ad una struttura che esercita ed applica (?) la giustizia, ma spesso per questa giustizia non ci sono le premesse sufficienti a produrre una condanna.

E quindi si può considerare colpa ricorrere ad un’entità superiore per la richiesta di giustizia?

Domande controverse che generano altrettante risposte controverse.

Passante…se non mi trovi

è perchè sono qui…

www.omniatempushabent.wordpress.com

 

Maldanima

Respiro e sogno

quasi ogni notte

il corpo si lamenta e cigola

immerso nella brace della pelle.

Vorrei svegliarmi brutta

piuttosto che farmi scandire e declinare

da questo maldanima fedele.

Mi sveglio e sudo

quasi ogni notte

briciole di sudore pallido

sui pori smaniosi

rincruditi

nella fatica del risveglio.

La lingua gonfia di malinconia,

cane riarso a luglio dai calori,

annaspa l’aria e perde il senno.

L’ansia violenta i fasci di fiato

e  preme il petto…

Maldanima annegato

tra il sonno ed il risveglio